La storia è nota.

Ma oggi, con il supporto decisivo di mio figlio, posso mostrarti un’immagine inedita che la racconta senza costringerti a eccessivi sforzi di memoria.


Se vuoi rimanere sempre aggiornato per tutte le novità che escono su ilmugugnogenovese.it
Iscriviti al CANALE TELEGRAM UFFICIALE: @ilmugugnogenovese





Ecco quindi – forse per la prima volta nello stesso fotogramma – la Matita e il Matitone, la causa e l’effetto di un’operazione architettonica e urbanistica che a distanza di decenni fa ancora discutere. La Matita, per così dire, è la torre campanaria della chiesa di San Donato, nel centro storico; il Matitone, come noto, è invece la grande torre inaugurata nel 1992 a San Benigno. In comune hanno la forma, a matita appunto, e non per caso: gli architetti del famoso studio di Chicago Skidmore, Owings and Merrill, con i colleghi italiani Mario Lanata e Andrea Messina, si sono ispirati proprio alla pianta ottagonale del campanile di San Donato per disegnare il nuovo centro direzionale. L’obiettivo era quello di realizzare una torre che non risultasse un corpo estraneo, ma che fosse in sintonia con il resto della città, imitando appunto uno dei suoi più noti e pregevoli edifici. Come vedi, l’aspetto del campanile e quello del Matitone sono pressoché identici e in questa foto per giunta anche le dimensioni, grazie alla prospettiva, risultano simili. La chiesa di San Donato risale al 1186 ed è un dei più tipici esempi di stile romanico genovese. Nel corso dei secoli ha subito poche trasformazioni e molto marginali. Un intervento più radicale viene eseguito invece da Alfredo D’Andrade verso la fine dell’Ottocento, quando nel corso del lungo restauro viene pure aggiunto un terzo anello di bifore alla torre nolare. Anche il Matitone, se ci fai caso, richiama il motivo delle bifore all’ultimo livello, con una terrazza protetta da vetrate, appena sotto la punta della “matita”

Foto e l’articolo di Roberto Orlando

Non mi resta che salutarci suggerendoti due letture:

Se vedemmo figgeu!