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Balilla: “Che l’inse?” Storia di 272 anni fa!

Il 5 Dicembre 1746, 272 anni fa, un figgeu dal nome Giovanni Battista Perasso, divenne famoso. L’impero asburgico occupava la nostra Zena (ai tempi alleata con spagnoli e francesi). L’aria era tesa e serviva proprio quella scintilla in grado di far scattare la rivolta degli zeneixi contro le truppe “nemiche”. La goccia che fece traboccare il vaso arrivò proprio dal celebre ragazzino. Scagliò una pietra contro le truppe austro-piemontesi e urlò: “che l’inse?“.



Cosa significa?Volete che cominci?” con una traduzione molto libera. Una costruzione di genovese antico, ma dal suono minaccioso e galvanizzante per il popolo. Una sorta di “volete la guerra?“… La rivolta di Portoria si associa, infatti, proprio a questo urlo, ed a questo figgeu dal forte carattere, tipico Zeneise.

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Particolare della statua, raffigurante il Balilla, in Piazza Portoria

Perché soprannominato Balilla? Alcune teoria fanno risalire il termine a “Ballin”/”Balletta” (Pallina), spesso usato per descrivere bambini piccini, ragazzini dalla corporatura minuta o semplicemente i figgieu con un termine più dolce. Per completezza vi è anche una voce, meno accreditata, secondo la quale il soprannome verrebbe da Baciccia, una variante “storpiata” genovese di “Battista”.

Si chiamava davvero Giovanni Battista Perasso?  Non vi è certezza sul nome del Balilla. Perasso è sicuramente una delle identità più accreditate, ma non vi sono prove certe che fu lo stesso ragazzo che diede inizio alla famosa rivolta. Ciò che si sa segûo, è la sassata come motivo scatenante dell’ambaradan, ma sul nome del ragazzino aleggia il mistero.



Tra storie e leggende, quel che rimane è il limpido esempio di lotta contro l’oppressore, condotto dal forte carattere Genovese del tempo.
Non menateci il belino, statevene a casa vostra! Ai tempi i tedeschi, adesso i turisti, ma il nostro animo non è cambiato e vorremmo prendervi a sassate come allora!

Si scherza, ovviamente, ma non troppo ecco…

Viva Zena! Dagghe Balilla! Che l’inse!

Qui in fondo segue il dipinto di Comotto, raffigurante proprio la rivolta di Portoria, “capitanata” dal Balilla623px-giuseppe_comotto-rivolta_in_portoria_col_balilla


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By |2018-12-05T17:34:39+00:00dicembre 5th, 2018|Storia di Genova|3 Comments

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3 Comments

  1. rabino felice 5 dicembre 2016 at 17:37 - Reply

    bellissimo, ma la steuria du balilla a me lha insgnata la suor giusta all’asilo nel 1947……….,miia a mancina u me dise u portu pàa andàa sotubordu…..

  2. stefano sabino 5 dicembre 2018 at 16:32 - Reply

    “Insa” come cominciare lo uso amcora:”Insa quella butiggia, pe piazei!”

  3. Marco, Genova - Genoa - Zena 6 dicembre 2018 at 10:58 - Reply

    Se non sbaglio il capofamiglia dovrebbe esclamare “che l’inse” anche al momento di incominciare il taglio solenne del pandolce alla tavolata di Natale.

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