Genova unica italiana nelle 52 mete top 2026 del New York Times: belin, il mondo scopre la Superba!
Il New York Times ha pubblicato, il 5 gennaio, la sua lista annuale “52 Places to Go in 2026“, e Genova spacca tutto come unica città italiana inclusa. Non Roma, non Firenze, non Venezia: Zena, con i suoi caruggi, il porto e quel mix di storia e rinascita che ci rende Superbi da morire. La notizia è esplosa ieri 7 gennaio sui media italiani, da Sky TG24 a Genova24 e Il Secolo XIX, con tutti a titolare “Genova tra le mete da non perdere”. Si, ok ci sono anche Cervinia e Assisi nell’elenco, ma ora non ci importa. Son secondarie, belin…
Perché proprio noi? Il NYT elogia la trasformazione del waterfront, i Rolli UNESCO, la street art nei vicoli e l’energia post-Morandi che ci ha resi più vivibili e autentici, lontani dal turismo di massa.
Dettagli dalla lista NYT
La pagina dedicata a Genova sul sito del Times descrive la città come “un’alternativa autentica alle solite icone italiane”, con focus su eventi 2026 come la grande mostra su Van Dyck a Palazzo Bianco e i festival portuali. Tre sole mete italiane in totale (altre due sono località minori come Cervinia e Assisi), ma Genova primeggia.
È un boost di turismo, sarà tutto sostenibile? Già nel 2025 è arrivato il record all’aeroporto Colombo per turisti atterrati, non è che così rischiamo l’esaurimento nervoso?
In passato abbiamo già mugugnato (e festeggiato) un sacco di ranking mondiali su Zena. Ecco i pezzi top da rileggere, tutti nella nostra sezione Classifiche:
-
Genova 6° tra le migliori città al mondo per il cibo secondo TasteAtlas: Belin, batte Milano e New York!
-
Genova unica italiana nelle mete top 2025 di Lonely Planet: Già premiati l’anno scorso, continua la scalata.
-
Genova top 15 città più accoglienti d’Europa 2021: L’ospitalità zeneize conquista il mondo.
Questi articoli confermano: il NYT è solo l’ultimo a inchinarsi alla Superba. Scorri la categoria Classifiche completa per tutto il resto.

























Non c’è da stupirsi: si tratta di articoli pseudopubblicitari per i quali “qualcuno” (ad es. un Amministratore Pubblico!) ha PAGATO affinché il proprio pubblico potesse leggerli liberamente. Chiedete direttamente alla redazione testata e vi sarà confermato. Auguri