SESTO appuntamento con la Settimana del Turismo (che, se non sai a cosa mi riferisco, ti linko qui: è importante tu legga, altrimenti non sai cosa bisogna fare successivamente la lettura ❤️). Come molti avranno capito ormai, siamo partiti dall’estremo ponente (Bussana Vecchia, Grotte Borgio Verezzi e Ceriana), passando poi per Genova (Castello della Pietra) e infine a Levante con il sentiero di Monesteroli… saltiamo all’estremo Levante!


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Cala Maramozza, un angolo di paradiso sconosciuto.

 

 
 
 
 
 
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L’insenatura di Maramozza è, a detta di molti, uno dei luoghi più belli, nascosti e stupefacenti della Riviera Ligure. 

E, come potrete vedere dalle foto, molti scatti fanno sembrare quest’angolo di Liguria, uno scorcio di qualche isola tropicale. Quell’isoletta al centro così isolata, quasi mi fa venire in mente Isla Sorna di Jurassik Park, ma queste son mie paturnie, quindi non fateci caso!

Tecnicamente non c’è solo una caletta Maramozza, ma due: una a levante e una a ponente (meglio conosciuta come Caletta di Lérici)

La caletta di levante è minuscola, uno stretto fiordo dalle pareti verticali. Spesso può capitare di arrivare e trovare una spiaggia abbastanza inagibile, piena di pietre irregolari e rami distrutti (pro e contro di un paradiso nascosto!)

Sulla parete destra del fiordo si trovano due piccoli archi, di cui uno a pelo d’acqua. Difetto? Per molta parte della giornata il sole non riesce ad arrivare.

 

 
 
 
 
 
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Un post condiviso da Damiano Sturlese (@caresanaboy) in data:

Vi chiederete: come arrivarci?

NON CONSIGLIATO PER PERSONE PRIVE DI PASSO SICURO E UN MINIMO DI ESPERIENZA SU PENDII SCOSCESI E DIFFILI.

In macchina: Da Genova, all’uscita di Sarzana in autostrada attraversi subito il fiume Magra e vai verso Romito Magra. A Romito Magra via verso località Guercio e imbocchi a sinistra la SP28 che segui per poco meno di 400mt , fino ad un bivio, dove prendi a destra la SP26. Giungi quindi sopra Lerici e continui sulla SP26 per Fiascherino. ATTENZIONE: circa 500 metri prima dell’Hotel Eco del Mare c’è un piccolo spiazzo sulla destra (cassonetto della spazzatura), parcheggio (spazio per 2-3 macchine). 

Si imbocca quindi sulla sinistra (faccia a mare) un sentierino ripido e scivoloso, che scende tra i rovi e si infila nel bosco. Si supera un traverso un po’ esposto sul sottostante ruscelletto (corda fissa) e si scende nel suo alveo. Lo si rimonta e si prosegue lungo il sentiero di cemento (corre sopra alla tubazione del ruscelletto)

Con una breve scalinata si raggiunge la caletta.

 

 
 
 
 
 
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Immagine di copertina: Dario Messina

Se vedemmo zueni. Vi ricordo che, per partecipare alla SETTIMANA DEL TURISMO, così da far vedere che non siamo solo bravi a insultare, ma anche a valorizzare la nostra terra (con parsimionia), basta che condividiate il post di Facebook / Instagram da cui siete arrivati, o direttamente il link di questa pagina!