Cala Maramozza, un angolo di paradiso sconosciuto!
L’insenatura di Maramozza è, a detta di molti, uno dei luoghi più belli, nascosti e stupefacenti della Riviera Ligure.
E, come potrete vedere dalle foto, molti scatti fanno sembrare quest’angolo di Liguria, uno scorcio di qualche isola tropicale. Quell’isoletta al centro così isolata, quasi mi fa venire in mente Isla Sorna di Jurassik Park, ma queste son mie paturnie, quindi non fateci caso!
Tecnicamente non c’è solo una caletta Maramozza, ma due: una a levante e una a ponente (meglio conosciuta come Caletta di Lérici)
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La caletta di levante è minuscola, uno stretto fiordo dalle pareti verticali. Spesso può capitare di arrivare e trovare una spiaggia abbastanza inagibile, piena di pietre irregolari e rami distrutti (pro e contro di un paradiso nascosto!)
Sulla parete destra del fiordo si trovano due piccoli archi, di cui uno a pelo d’acqua. Difetto? Per molta parte della giornata il sole non riesce ad arrivare.
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Vi chiederete: come arrivarci?
NON CONSIGLIATO PER PERSONE PRIVE DI PASSO SICURO E UN MINIMO DI ESPERIENZA SU PENDII SCOSCESI E DIFFILI.
In macchina: Da Genova, all’uscita di Sarzana in autostrada attraversi subito il fiume Magra e vai verso Romito Magra. A Romito Magra via verso località Guercio e imbocchi a sinistra la SP28 che segui per poco meno di 400mt , fino ad un bivio, dove prendi a destra la SP26. Giungi quindi sopra Lerici e continui sulla SP26 per Fiascherino. ATTENZIONE: circa 500 metri prima dell’Hotel Eco del Mare c’è un piccolo spiazzo sulla destra (cassonetto della spazzatura), parcheggio (spazio per 2-3 macchine).
Si imbocca quindi sulla sinistra (faccia a mare) un sentierino ripido e scivoloso, che scende tra i rovi e si infila nel bosco. Si supera un traverso un po’ esposto sul sottostante ruscelletto (corda fissa) e si scende nel suo alveo. Lo si rimonta e si prosegue lungo il sentiero di cemento (corre sopra alla tubazione del ruscelletto)
Con una breve scalinata si raggiunge la caletta.
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Immagine di copertina: Dario Messina
Se vedemmo zueni. Vi ricordo che, per partecipare alla SETTIMANA DEL TURISMO, così da far vedere che non siamo solo bravi a insultare, ma anche a valorizzare la nostra terra (con parsimionia), basta che condividiate il post di Facebook / Instagram da cui siete arrivati, o direttamente il link di questa pagina!

























Purtoppo, oltre all’accesso difficoltoso (e pericoloso), il problema più grave è rappresentato dal fatto che nel torrente scaricano i fabbricati, che si affacciano sullo stesso, addirittura fino a La Serra. Il tentativo di intubare quello che è un canale di scolo fognario (L’ODORE E’ INEQUIVOCABILE) sono evidentemente stati vanificati da Madre Natura in occasione delle solite forti pioggie autunnali. Ad Agosto di due anni fa la Capitaneria di Porto fu addirittura costretta ad istituire il divieto di balneazione per un eccesso di batteri Escherichia Coli… In conclusione, se ci tenete alla salute, evitatela…
PS: consiglio anche di non tentare l’accesso passando per le proprietà private, magari parcheggiandovi il proprio mezzo, perchè i proprietari, sufficientemente incazzati al riguardo, hanno preso la simpatica abitudine di fare “simpatici scherzetti” sui mezzi incustoditi…