Partiamo con una semplice, ma essenziale, votazione…
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Con l’avvicinarsi del derby, mi son sentito in dovere di spiegare al Foreste cosa significhi Calcio, Derby, Genoa/Samp, Samp/Genoa (par condicio)… per il Vero Esemplare Ligure.

A Genova non è calcio puro e semplice, partiamo da questo presupposto.
A Genova non c’è fairplay.
A Genova “non ho cugini”.
A Genova c’è solo una squadra, l’altra è Ospite.

anonimo V.E.L.

Partiamo con una premessa, a noi scomoda, ma in fin dei conti, reale: colori diversi, stemmi diversi, fede diversa, ma semmo tutti pægi. (pægio= uguale)



Il Calcio a Genova vien vissuto 365 giorni l’anno. Quando dico 365, intendo tutti e trecentosessantacinque.
– “Anche a Natale?” Belin sai quanti pacchi ho scartato, fasciati con la carta dei colori della mia squadra?
– “Va be dai a Pasqua?” non mi far ricordare tutte le uova a tema squadra di calcio (ancora ricordo quando me ne regalarono una del Milan… un trauma).
Articoli, interviste, notizie dagli allenamenti, profili sui social network, fantacalcio, pre-partita, partita, post-partita, depressione/gioia, depressione/gioia per il fantacalcio, risultato degli “ospiti” a genova e via dicendo. Capite bene che se sommate tutte quante queste attività, riempite l’agenda settimanale del povero V.E.L. tifoso.
Il tifoso Genovese non è facile. Se al fatto di tifare una squadra come fosse una seconda famiglia ci aggiungi il mugugno tipico del V.E.L, ecco lì che il connubio diventa esplosivo.
8198161962_87a830c568_bIl DERBY non è solo una semplice partita. Risulta essere la sfida più sentita per tutti, nonché la più importante dell’anno. Il motivo è semplice, concettualmente “medioevale”: avere la supremazia in città. Vi viene da ridere cari foresti? Stolti! Non scherzate col fuoco. Per noi è cosa seria…
Se vinci: esaltazione, euforia, stati di gioia alternate a sensazioni (e visioni?) mistico-religiose. Vivi di rendita per un girone, forse anche qualche annetto (dipende come e quanto vinci). N.B: Possibili comparse di figurine nei portafogli in perfetto stile “Santino Padre Pio”, solo che al posto del “Pio” ci trovi Cassano, Milito, Mancini, Branco e via dicendo.
Se perdi: desolazione, dramma interiore, sfottò a nastro, e tutto per causa delle figurine che in campo hanno fatto anguscia, “perchè aaaaah se ci fossi stato io in campo almeno correvo“. N.B: Possibili falò con le stesse figurine messe ai precedenti derby “perchè aaaaah questi son tutti mercenari!



A Zena non puoi perdere il derby. Non puoi, concetto chiaro e semplice. Recentemente il livello di calcio giocato è tornato ad essere una bratta totale ed è qui che entrano “in campo” le gradinate. Da sempre il tifo in Liguria è riconosciuto come fra i più caldi e originali d’Italia e del mondo. Coreografie, cori, bandiere che portano via tempo e denaro.
C’è un lato della tifoseria che la vive serenamente (come dovrebbe essere!): va assieme allo stadio ed al momento d’arrivo si separa, com’è giusto che sia: non puoi mica accettare che gli “stranieri” vadano nella gradinata simboleggiante la tua città, suvvia! “ci vediamo dopo, [squadra] merda!”
L’altro lato della tifoseria, purtroppo, negli anni ha dato anche esempi molto negativi, extracalcistici che nulla hanno a che vedere col calcio. E’ uno sport e tale deve restare, almeno per noi tifosi; altrimenti finisce tutta la magia del gioco più bello del mondo.

Una cosa è certa: non sarà il “derby d’italia” per qualità di gioco, ne avrà tanto audience come ce l’hanno i derby dei bauscia, ma una cosa è certa: chi capisce di calcio, qualunque sia la sua fede, nella serata del derby genovese non ci sarà altro match al di fuori della Lanterna. Ignoranza assicurata, agonismo e cuore. Perchè dove non ci arriva la tecnica ci arrivano i tacchetti! In questo calcio fatto di donzelle, che al minimo calcetto cadono e rotolano per metri, una partita di sana guerra, è un piacere per gli occhi!