Partiamo con il primo “appuntamento” di quella che vorrei far diventare una vera e propria sezione sul sito! LA STORIA DEI QUARTIERI DI GENOVA! Ovviamente saranno piccoli “estratti” di una storia ben più articolata e completa che sto elaborando a parte, ma… sicuramente ci permetteranno di disegnare idealmente la nostra Genova dagli albori fino ai giorni d’oggi!

Iniziamo da un luogo a me molto caro e… presente in molte tappe della storia Genovese, la FOCE!

“Veddo là a Fôxe e sento franze o mâ” 

Le origini

«… verso la marina, si giunge alla piaggia, nominata la Foce, dove sono da otto a dieci case con la chiesuola di S. Pietro. E la piaggia è molto atta e comoda al varar delle navi, alquanto però meno che quella di S. Pier d Arena; come che sia più pietrosa e quella più arenile. E in questa piaggia a tempi nostri si è edificato uno amplissimo edificio quadrato e diviso in due parti, con chiostri e molte officine concedenti alla cura degli ammalati di morbo pestifero; alli quali, quando accade il bisogno, è benissimo provveduto. E da questa fabbrica verso la montagna, in larghezza di un miglio, e lunghezza di due, sono bellissimi e fruttiferi orti coltivati con molta diligenza; per il che producono ogni specie ed ogni varietà di erbe e di frutti ortilici in grandissima abbondanza. E questo territorio è nominato il piano di Bisagno; e contiene novanta otto fuochi sotto la rettoria della chiesa di SS. Nazaro e Celso.»

(Agostino Giustiniani, vescovo e storico, scrive nei suoi “Annali della Repubblica di Genova”, 1537)

La Foce era un antichissimo borgo sorto a ridosso delle pendici rocciose del promontorio che delimitava a ponente la collina di Albaro. Pendici rocciose? Si, beh, la schiera di case che oggi “delimita” Albaro con la Foce è la “copertura” di una alta scogliera che per anni fu ben visibile, ma che con l’espansione a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, è stata progressivamente nascosta. Il quartiere – anche se ancora non poteva esser chiamato tale – era per lo più abitato da pescatori e contadini. Un vero e proprio “serbatoio” di cibo per la città di Genova. Originariamente il nucleo di case si era concentrato attorno alla chiesa di San Pietro (peraltro oggi ancora presente dopo numerosi rifacimenti per cause belliche). Progressivamente il quartiere si estese verso la piana sulla sponda orientale del Bisagno.

XV secolo e il famoso lazzaretto



Stampa del Sec XVIII, Gabinetto Disegni e Stampe

Dal 1600 circa, a ridosso del Bisagno (verso il mare) fu costruito un lazzaretto per l’isolamento e il ricovero dei malati contagiosi e dei passeggeri delle navi giunti in porto e soggetti a quarantena. Questo fu un’importante edificio, conosciuto in tutta Genova e non solo, che venne utilizzato fino a metà Ottocento.

E… fu anche alloggio che annoverò ospiti di un certo calibro. Uno su tutti? Il filosofo francese Jean-Jacques Rousseau che accennò alla sua drammatica esperienza in un brano de Le confessioni.

Alua quando arrivò il famoso “cantiere della Foce” che spesso si vede negli scatti antichi?

A metà Ottocento quando, con gli sviluppi della medicina, tutta la “sanità” dell’epoca fu trasferita al nuovo ospedale di Pammatone; Il lazzaretto fu demolito e al suo posto fu ampliato il cantiere navale che, ad onor del vero, esisteva già da tempo, ma in dimensioni più contenute e meno “industriali”.

Perché fu ampliato “calpestando” l’antico edificio del lazzaretto?

Perché dopo l’annessione della Liguria al regno di Sardegna, i sabaudi stabilirono a Genova la sede della propria flotta e il cantiere della Foce fu destinato alla costruzione delle nuove navi militari. Il cantiere, come già detto, venne ampliato sopprimendo il lazzaretto.  

Sempre proseguendo in ordine cronologico, un’altra importante menzione per il quartiere è…

La spedizione dei Mille



Una targa in marmo oggi affissa sulla facciata della “Casa dei Pescatori”, infatti, rivendica al quartiere della Foce di essere stato uno dei luoghi di partenza di una parte dei volontari garibaldini che parteciparono alla Spedizione dei Mille:

Il fatto è così documentato dallo storico emiliano Francesco Bertolini (1836-1909):

«Allo spuntare dell’alba del 6 maggio, la legione garibaldina, composta di 1085 volontari, s’imbarcò su due piroscafi mercantili, parte alla Foce, e parte alla spiaggia di Quarto.»

E laggiù poi troviamo tutta la storiella dello scoglio VERO da cui partì il buon Giuse (LEGGI QUI)

L’annessione a Genova

Fino al 1873, la Foce costituiva un Comune a sé. La descrizione della popolazione che fa il Casalis in quei anni, è qualcosa di memorabile:

«Gli abitanti hanno in generale una complessione robusta, e sono per la massima parte marinai od agricoltori. Popolazione 1621.»

Nel 1873, però, con un Regio Decreto, il Comune di Genova si espanse oltre il confine del Bisagno, inglobando i comuni di San Francesco d’Albaro, San Martino, Staglieno, Marassi e San Fruttuoso, e, ovviamente a Foxe!

Del resto, che dire? L’espansione urbanistica del Novecento “stravolge” la zona, realizzando un quartiere residenziale signorile, formata da lunghe strade ortogonali (Una su tutte: Corso Buenos Aires ed il suo caso di “abbassamento”, sconosciuto ai più! LEGGI QUI).

Importante sottolineare come, a partire dal 1929, furono avviati i lavori per la copertura del tratto finale del Bisagno. Ciò fece sparire l’antico ponte di Borgo Pila che collegava Via Giulia (pardon, Via XX Settembre) con Corso Buenos Aires!

E il Cantiere che fine ha fatto?

Negli anni ’30 del Novecento, il cantiere fu chiuso e al suo posto furono create nuove vie e piazze: Piazza Rossetti fra tutte la più nota.

Un ultimo importante “aneddoto” riguarda la “Casa dei Pescatori”: potete ancora vederla, seppur rimodernata, a destra poco prima di imboccare la Sopraelevata provenendo da Via Brigate Partigiane. Un complesso edilizio che fu realizzato in fretta e furia per ospitare quella parte di popolazione dell’antico borgo (ORIGINARIO) posto sotto la chiesa di San Pietro che spesso si vede nelle foto e che fu demolito per far posto ai moderni insediamenti residenziali e alle nuove strade. (Lato Makò e ville adiacenti, spesso destinate ai calciatori di turno delle due genovesi).

Si perse tutto (o quasi) delle originali strutture della Foce durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, compresa la antica chiesa di San Pietro, oggi ricostruita e che potete scorgere frontalmente uscendo dalla sopraelevata.

A presto con una prossima puntata di STORIA DEI QUARTIERI. Nei commenti indicatemi quale prossimo quartiere vi piacerebbe approfondire!