G8, 25 anni dopo: Genova torna in corteo il 19 luglio tra memoria, rabbia e voglia di futur

Venticinque anni dopo quel maledetto luglio del 2001, questa domenica 19, Genova torna a riempire le sue strade in memoria di quella occasione con un corteo nazionale… dalla Diaz, ad Alimonda, da Tolemaide, fino a Deffe…

Genova-G8 2001-Carica della polizia

Ares Ferrari, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Dal G8 alla nuova rete di lotta

La mobilitazione è stata lanciata da una rete di spazi sociali e realtà di movimento, con in prima fila Buridda e Genova Antifascista, reduci dall’assemblea del 4 luglio che ha visto partecipare associazioni e collettivi da tutta Europa.

“Abbiamo ancora ragione noi, e in ogni caso nessun rimorso”: è lo slogan che attraversa gli appuntamenti per i 25 anni dal G8, quando migliaia di persone scesero in piazza per dire che “un altro mondo è possibile”, salvo ritrovarsi schiacciate da una repressione che Amnesty International definì la più grave sospensione dei diritti umani e democratici in un Paese occidentale del dopoguerra.

Il percorso: dai luoghi simbolo alla “zona rossa”

Il corteo del 19 luglio attraverserà i luoghi simbolo del G8 genovese, quelli che ancora oggi tengono aperta la ferita. Si partirà dalla scuola Diaz, passerà da piazza Alimonda, via Nizza e via Tolemaide, per arrivare in piazza De Ferrari, cuore della città che nel 2001 era chiuso dentro la famigerata “zona rossa”.

 

G8 genova map

Genoa Legal Forum, CC BY 3.0, via Wikimedia Commons

L’appuntamento è fissato per domenica 19 luglio 2026: alle 14.30 è previsto un pre-concentramento davanti alla scuola Diaz, con lo Spezzone Giovani contro guerra, leva obbligatoria, fascismo e repressione; alle 15.30 il corteo vero e proprio partirà da “piazza Carlo Giuliani” (piazza Alimonda), intitolata alla memoria del ragazzo ucciso il 20 luglio 2001 durante gli scontri.

Si prevede un’affluenza importante, con pullman organizzati da tutta Italia – da Milano parte, ad esempio, un autobus alle 9.30 da Famagosta – e molti arrivi autonomi. In testa e in coda, delegazioni antifasciste provenienti da ben 26 paesi diversi, che hanno scelto Genova come luogo simbolico da cui rilanciare una risposta internazionalista ai network della destra globale.

Non solo corteo: il calendario dei 25 anni

Il corteo di domenica si inserisce in un calendario più ampio, che in città corre da inizio luglio fino al 21. Palazzo Ducale ospita sei mostre dedicate alle giornate del G8 e alle grandi sfide globali di oggi, tra partecipazione civile, diritti, ambiente e nuovi autoritarismi. Music for Peace e altri spazi sociali offrono dibattiti e molto altro…

Il 21 luglio, infine, è prevista una fiaccolata in piazza Tommaseo dedicata alla scuola Diaz, a chi in quelle ore subì violenze e torture poi riconosciute dalle corti europee.

Genova è, da sempre, una città che non dimentica

A distanza di un quarto di secolo, Genova continua a interrogarsi su cosa sia rimasto di quei giorni: non solo le pagine nere di Bolzaneto e Diaz, ma anche le proposte portate in piazza da chi chiedeva un modello di globalizzazione più giusto e sostenibile. I 25 anni dal G8 diventano così occasione per tenere insieme memoria e futuro. Ed il corteo del 19 luglio si muoverà in tal senso: al centro di tutto ci sarà la volontà di dire che quelle ragioni non sono state archiviate. Per molti e molte che arriveranno da fuori, Genova non è solo la cartolina del porto e del centro storico, ma il luogo in cui la democrazia italiana ha mostrato le sue fratture più profonde. Tornare in quelle strade, venticinque anni dopo, è un modo per pretendere che quelle fratture vengano finalmente riconosciute e affrontate.