Boh sono abbastanza allibito dopo aver seguito tutti i processi sin dall’inizio sul Ponte Morandi… Perché 32 condanne e 177 anni complessivi suonano enormi se li si legge così come sono, ma se li distribuisci su 32 persone e li confronti con 43 morti, la percezione cambia subito… e molto!

Ponte Morandi: 32 condanne, e solo 177 anni di carcere complessivi

E… no, scusate, ma non riesco ad aver pietà per chi si è “scusato” solo ieri dal 2018…  La sentenza sul Morandi è arrivata, e non poteva essere altrimenti: dopo otto anni, processi, carte, udienze infinite e una città che quel 14 agosto non se l’è mai più tolto dagli occhi, la giustizia ha finalmente messo nero su bianco le sue responsabilità. Ma può davvero chiamarsi “giustizia”? Ricordiamo che questi son quelli che aggiustavano con il “vinavil“, sono quelli del “sapevamo tutto, ma non facemmo nulla” e molte altre dichiarazioni da brivido…

12 anni a Giovanni Castellucci (mister “mi sento responsabile, ma non colpevole”) e 11 anni all’ex responsabile delle manutenzioni. Ma se si guarda oltre il numero secco, il sentimento che resta in bocca a molti genovesi è uno solo: sì, ma basta così?

 

Per Castellucci la Procura aveva chiesto 18 anni e 6 mesi, per Donferri Mitelli 15 anni e 6 mesi. Il tribunale ha scelto pene più basse, e questo, per chi guarda al crollo come a una tragedia collettiva prima ancora che a un fascicolo penale, fa un certo effetto. Perché quando crolla un ponte e muoiono 43 persone, il conto non si misura solo in anni di carcere: si misura in famiglie spezzate, città a rotoli, viabilità folle conseguente, disagi per tutti e memoria che non si rimargina.

La verità è che la sentenza chiude un capitolo giudiziario, ma non chiude il giudizio morale. E qui Genova, che il Morandi lo ha portato addosso come una ferita urbana e civile, ha tutto il diritto di dirlo senza giri di parole: le condanne sono arrivate, ma non cancellano la sensazione che la misura della pena sia rimasta più prudente della misura della tragedia.

La giustizia penale ricordiamolo sempre, non serve a vendicare, ma a punire dentro i limiti della legge. Solo che chi ammazza 43 persone perché non aveva voglia di far manutenzione… beh scusate ma una decina d’anni di carcere dovrebbero esser l’antipasto…

A Zena, insomma, oggi direi che non c’è il trionfo della giustizia. C’è una sentenza importante, sì. Ma… troppo poco per quello che è successo, troppo tardi per chi non c’è più.