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Perché si chiama CASTELLETTO! E perché “SPIANATA”!

Fermi tutti, prima di iniziare: alzi la mano chi non è mai andato a Spianata?

Ok, per fortuna nessuna mano alzata 😂





Sappiamo tutti il fascino di Spianata, d’altronde l’abbiamo pure inserita tra i 7 luoghi che il Foresto non conosce, consigliando un “modo per visitarla” che magari, ai più inesperti, sfugge. Vi siete, mai chiesti, però, cosa fosse prima? Vi siete mai chiesti il perché del nome del quartiere? Come mai proprio “Castelletto” e come mai c’è una terrazza cosi panoramica e ben definita, in una città aggrovigliata e “incasinata” comme Zena?

Cercherò di procedere per gradi, ma premetto che la storia di quest’angolo di Genova è davvero arzigogolata, complessa. Per cui creerò un riassunto per coloro che volessero solo un’idea più generale delle vicende, mentre rimanderò ad alcuni libri per quelli che fossero interessati ad approfondire.

La storia di Spianata si può riassumere abelinatamente come una collina strategicamente preziosa, chiamata “Monte Albano”, dove per oltre cinquecento anni, un po’ a turno, tutti se le son date di santa ragione finché la voglia di libertà dei genovesi non ha fatto sì che si decidesse per l’abbattimento della roccaforte costruita su di essa. (a partire dal 1100 fino ad arrivare al 1850, bel riassunto eh? 😂)

Oua passiamo ad un breve racconto storico, meno abelinato e più approfondito.

Si vedere chiaramente il Castelletto in posizione sopraelevata e centrale su Genova, sotto i forti, nel quadro di Nuremberg – anno 1490

La località sorge su un’altura che, fin dal periodo romano, era denominata “Monte Albano” (oh bello segnù cao!). Eh sì, nessun Castelletto per il momento!

Per trovare un documento con il nome a noi tanto caro, bisogna arrivare al 952, quando “Castelletum” venne nominato dal Vescovo Teodolfo, descrivendo una via in salita fatta di vigneti dell’abbazia di San Siro. Il luogo di culto, essendo fuori dalle prime mura genovesi, era dotata di una torretta difensiva (della quale non si ha conferma attendibile se non in periodi molto postumi). Con tutta certezza l’abbazia restò “fuori patria” per molti anni e, in quanto soggetta a numerose incursioni barbariche, divenne progressivamente sempre più fortificata. Una vera e propria roccaforte, a tal punto che, con l’espansione di Genova, dovette cedere il piano di Castelletto al Comune, divenendo quindi “avamposto” più elevato della città (anno 1157, con la costruzione della nuova cinta muraria).

Acquerello Cambiaso. Periodo Sabaudo




La Curia, quindi, si era “staccata” dall’edificio e, probabilmente, la roccaforte non essendo più “proprietà di Dio” aveva iniziato a destare un certo interesse dal punto di vista strategico. Non a caso, da questo momento, inizia un vero e proprio “ambaradan” di conflitti. Vi basti sapere che il castello in questione venne conquistato a turno da lombardi, piemontesi, francesi e ovviamente genovesi. La fase di declino, iniziò di pari passo con la progressiva caduta della Repubblica di Genova. Più precisamente dal 1499, con la conquista francese e l’arrivo di Luigi XII. Una caduta lunga centinaia di anni che vide un solo tentativo di restauro, nel 1819, ad opera del neo-governo sardo e disegnato dall’architetto Barabino. 

Il Castelletto nel Cinquecento, Bassorilievo di Bassano

Ma il dolore dei genovesi, che attanagliava questo luogo, era ancora presente a tal punto da fermare tutta l’opera durante i moti del 1848 per abbattere definitivamente la fortezza. E questo ci pone di fronte ad un punto cruciale, molto più ampio… 

In ogni occasione della storia, i genovesi hanno dimostrato di non sopportare gli oppressori e di volere sopra ogni cosa la propria libertà.

Il totale abbattimento del Castelletto fu ultimato nel 1852 e da allora vennero messi in vendita i terreni a 400mila lire per ogni casa edificabile e adornata con il perimetro alberato che tutti conosciamo. Un prezzo molto alto per l’epoca e ciò testimonia come la zona sia un quartiere di edilizia di pregio.

Dopo aver letto tutto ciò, potete tranquillamente immaginare e ricostruire la zona com’era un tempo, tramite le visualizzazioni aeree di google maps che vi lascio qui sotto! 

Se siete arrivati fino a questo punto della lettura, da oggi saprete che la tanto ama “Spianata”, in realtà, è territorio che per secoli fu cosparsa di sangue e dolore.

Inaspettato eh?


Qui di seguito puoi cercare quello che vuoi sul BelinBlog Oppure se non hai una meta definita, ma non vuoi abbandonarci, ecco qualche articolo che potrebbe interessarti!
By |2018-05-04T12:25:47+00:00maggio 4th, 2018|Altro|3 Comments

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Fondatore della pagina Facebook Il Mugugno Genovese e del sito ilmugugnogenovese.it

3 Comments

  1. Ivana 4 maggio 2018 at 12:16 - Reply

    Grazie. Non si finisce mai di imparare.

  2. Donatella 5 maggio 2018 at 10:12 - Reply

    Grazie.Molto interessante

  3. alberto 6 maggio 2018 at 10:30 - Reply

    perchè non aggiungi l’importanza urbana di castelletto?
    al centro della piazzetta interna circondata dai 6 palazzi si trova un’antica cisterna di enormi dimensioni
    raccoglieva l’acqua attraverso le falde alte di corso firenze e poi vi giungeva l’acqua dell’acquedotto romano che dalla valbisagno transitava sotto via burlando e sotto agli attuali corsi alberati
    la cisterna garantiva acqua a sufficienza al centro cittadino anche nei mesi di maggiore siccità e fu vera manna per tutto il genovesato di media borghesia, in quanto i grandi palazzi erano tutti dotati di cisterna privata.
    Oggi, la cisterna non è più utilizzata, ma è tuttora in perfette condizioni ed è visitabile e suppongo che il gruppo speleologico genovese possa ancora organizzare delle visite, come dentro al monte monumentale.

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