Una storia che molti non conoscono, di cui vi sono poche foto, ma che sicuramente suscita molta curiosità!
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Si chiamava “City of Funchal“: un idrovolante che, durante gli anni Cinquanta, portava i turisti inglesi in Liguria.
Siamo negli anni in cui Genova non aveva ancora l’aeroporto e questo rappresentava il modo più rapido e comodo a disposizione. La linea faceva “Southampton – Genova – Santa Margherita Ligure” e la compagnia, Inglese, si chiamava “Aquila Airways“.
I voli potevano portare 42 passeggeri con tutti i comfort a disposizione
ma… nel settembre del ’56 qualcosa andò storto.
Nella notte del 27 settembre 1956, il “City of Funchal” ruppe il cavo d’ormeggio e si arenò sulla spiaggia di “Ghiaia”.
Il racconto sul sito di marenostrumrapallo.it di un noto ristoratore (Cesare Frati) di Santa descrive bene ciò che successe.
“ in arrivo c’era una perturbazione che i vecchi marinai usano chiamare rottura dei tempi. Il primo sintomo di una depressione in arrivo è di solito annunciato dal mare lungo e montagnoso […] Ricordo benissimo che l’aereo, nel pomeriggio, tentò di decollare, ma non riuscì a prendere velocità a causa del forte beccheggio. S’impennava e ricadeva tra un’onda e l’altra. La Capitaneria diede allora l’ordine di riportarlo al suo ormeggio abituale. Il continuo avanzare di onde gonfie fu la vera causa della rottura del cavo (forse troppo corto ed estivo…) che collegava l’aereo ad una boa posizionata circa cento, duecento metri al largo della “ghiaia […] Ricordo d’aver visto l’equipaggio abbandonare l’idrovolante con un gozzo e arrivare sulla spiaggia, dove rimase per molte ore, facendo base presso il bar più vicino per controllare l’evoluzione dell’incidente. In serata, credo intorno alle 23.00, le Autorità fecero evacuare gli abitanti dalle case più vicine alla zona dello spiaggiamento, e ne convogliarono una buona parte verso il sottopassaggio della Stazione FF.SS. L’ordine di rientrare nelle proprie abitazioni fu emesso la mattina seguente intorno alle 08.30, dopo che i pompieri avevano estratto il carburante dai serbatoi di bordo.
Foto copertina e nell’articolo di www.marenostrumrapallo.it




LO ricordo benissimo a Genova ammarava all’interno della diga foranea