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Lezione Serale #45 Bulacco

LEGGI BENE TUTTO PER CAPIRE DI CHE SI TRATTA.
Lezione serale #45 Bulacco “Perchè t’impari un pò di parole cosi quando vieni a trovarci sai come
interpretare..bulacco
Atl! Per i più pignoli: lo so, si scrive Bolacco, ma se l’avessi usato per l’immagine di copertina, neanche la metà della gente avrebbe letto le prime righe.
Definizione dal diz. Frisoni: Bolacco s.m calderotto, secchio. Foresti, cari miei, siete di fronte all’ennesima parola multiuso del V.E.L. . Viene usata in molti ambiti e “moddi de dì”. Esiste anche il diminutivo “Bolacchin” per indicare un secchiello o comunque un catino di dimensioni ridotte, ma oua non ce ne frega un belino.
Il Bulacco può essere “scelto” per indicare quantità moderatamente grandi di qualcosa, per “metafora” o per tantissime altre situazioni, quindi facciamo qualche esempio, che sicuramente renderanno meglio l’idea! a) Belin, pâ che rovescin bulacchi d’ægoa! || Pare che la rovescino a secchiate (pioggia). b) Oua ti stæ a cagâ feua da-o bulacco! || Ora stai esagerando! c) Italianizzando: Ne mangerei a bulaccate! d) O s’è impio comme ‘n bulacco! || Si è riempito come un secchio!
Per l’esempio a) la traduzione più libera sarebbe: “pare che la rovescino a secchiate”. In generale si usa per indicare una pioggia molto intensa, ma anche (più raramente) per qualcosa che viene servito in tavola più e più volte nello stesso pasto. L’esempio b) invece, è un classico modo di dire, qualche tempo fa pubblicato sulla nostra pagina facebook QUI! Bisogna star molto attenti al tono con cui viene detto. Se l’interlocutore è serio, alterato, allora conviene cominciare ad allontanarsi. Esempio, c) per comodità ho scritto “ne mangerei”, ma può esser sostituito con “ne prenderei”, “ne sentirei” (quest’ultimo, molto forzato, ma può far ridere: “sentirei sta canzone a bulaccate!”) e molti altri verbi. Il bello della parola di questa Lezione Serale sta nel fatto della sua libertà d’uso. Dovete essere fantasiosi e cogliere dove poterla usare! Come nel caso d), un uso della parola, molto simpatico, un po’ forzato, per indicare il luddrego di turno… ne parleremo in futuro!
Pronuncia: Per tutta la lezione, ho voluto scriverla come si pronuncia, perchè molto più semplice ed intuitiva, a mio parere. Ad ogni modo: calcate molto sulla U e la A … Nel 70/80% dei casi servirà sconforto e stanchezza nel pronunciarla.
Curiosità: anche il Piccolo Dizionario Etimologico Ligure (lo trovate anche su Amazon, QUI) ne parla, datando il primo utilizzo, documentato, al XVII sec. “L’etimologia è incerta nei suoi sviluppi, ma il termine è da connettere senz’altro col latino BULLIRE “bollire”

Se vedemmo zueni!

By |2017-02-14T17:43:04+00:00Novembre 16th, 2016|Lezioni Serali|0 Comments

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