Lezione Serale #18 Ciæto

ATTENZIONE LEGGI BENE TUTTO PER CAPIRE DI CHE SI TRATTA.

Lezione serale #18 “Perché t’impari un po’ di parole cosi quando vieni a trovarci sai come interpretarle”

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Come ogni mercoledì sera, i ciæti sin fan sulla lezione serale nuova!
Ciæto: il termine vero e proprio significa “Chiacchera, pettegolezzo”
Ovviamente, come sapete, i Genovesi allargano un pò le competenze d’ogni parola e dunque, anche con Ciæto, accade lo stesso. I ciæti possono essere interpretati sia come semplici ed innocue chiacchiere, sia come voci maligne alle spalle di una persona. Sono i pettegolezzi in quel de Zena, ma possono anche essere usati per indicare quel brusio, più o meno forte, che si sente concentrato in un determinato posto.
L’altro significato di ciæto? (sicuramente meno comune) Sta ad indicare un guaio, problema spinoso. Una frase tipica: “o l’é ’n bèllo ciæto” (è un bel guaio).
Ora, tranquillo Foreste che arrivo da te: ti vedo perplesso, stai provando a leggere sta parola ma con risultati alquanto goffi.

Pronuncia

Cèto, con la è aperta (specialmente nel ponente)

Curiosità

Dai classici racconti dei vegetti, arrivano storie più o meno attendibili, delle quali non so garantirvi l’autenticità. Mi piace, però, raccontarle per tenerle vive. Quindi ecco a voi!
Un tempo la parola ciæto non era solo usata per indicare ciò che abbiamo spiegato sino ad ora. Veniva usata anche per indicare i famosi tréuggi (trogoli) dove le donne lavavano i panni. È romantico immaginare che la parola venga da questi luoghi, dove le massaie spettegolavano sulla comunità e dunque, ciæto sia passato dall’essere un luogo, ad essere il termine usato per il chiacchiericcio.

Da piccolo sentivo anche molto spesso la frase – moddo de dìNo son miga ciæti de donne, me l’ha dito mæ mogge!” usata con tono ironico e divertito…

Se vedemmo zueni!