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La finestra sul Medioevo – San Martino di Liciorno

Belin chiunque, quando la vede in foto, l’associa subito a qualche film horror o fantasy.
Streghe, cavalieri, o chi volete voi, calzerebbero a pennello in questo scenario!

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(tutte le foto in questo articolo sono state prese da @monik_ge su Instagram, alla quale facciamo i complimenti!)

Un luogo magico e suggestivo immerso nei boschi della Val Penna!  (molto vicino al confine con l’Emilia per capirci…)

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San Martino di Liciorno, o quel che ne resta, è tra le più antiche chiese dell’entroterra di Lavagna. Di origine romanica (XI sec.), è situata lungo l’antico cammino romano, che dalla frazione di Zolezzi portava a Vallepiana (una strada che te la raccomando! si fa per dire…). È stata la prima chiesa parrocchiale di Pratosopralacroce, paesino poco più a nord di Borzonasca.



Stante sull’antica Via del Sale, fu eretta da monaci Benedettini dell’Abbazia di Borzone durante l’anno Mille per offrire ospitalità a viandanti e pellegrini. In seguito, già dal 1500, fu sostituita dalla chiesa di Santa Maria Assunta di Prato. Restò quindi come semplice parrocchia di Pratosopralacroce per molto tempo, ma già nel 1700 ci sono tracce di come risultasse già in rovina, siccome la Repubblica di Genova iniziò una raccolta fondi per restaurarla (che… probabilmente non è mai iniziata!). 

Come potete vedere semplicemente dalle foto, ormai rimangono per lo più ruderi avvolti dalla vegetazione, ma vi assicuro che resta un angolo davvero suggestivo poiché pare, nel vero senso della parola, che il  tempo si sia fermato tutto lì attorno. 

Curiosa è la leggenda su di essa, nata forse proprio dal suo aspetto… Pare che, adiacente alla chiesa, ci fosse anche un piccolo cimitero. Nei paesini limitrofi si era affermata sempre più la credenza  che vi fossero davvero le anime dei defunti. Paesino isolato, cimitero isolato. E’ presto fatto il classico gioco di spiriti, fantasmi e paure! Tutte fandonie? Mah, volle sperimentarlo una donna di Zolezzi (subito sottostante a Pratosopralacroce) e dar prova del proprio coraggio per sfatare questa credenza: il suo piano consisteva nel passar l’intera notte nel cimitero di S. Martino, da sola.

Bell’idea belin…

Fu così che, al crepuscolo, si recò al cimitero portandosi il necessario per filare la lana e ingannare il tempo.
La mattina seguente, chi andò a verificare l’esito della sua sfida, ebbe un’amara sorpresa e la “conferma” di tutte le peggiori ipotesi, trovandola morta nel camposanto, con il fuso impigliato nella gonna, ben conficcato per terra, vicino a una tomba…

Veniamo a qualcosa di più pratico oua



COME ARRIVARCI

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Per raggiungere le rovine della chiesa si deve arrivare a Pratosopralacroce (paesino a 600m s.l.m nel Comune di Borzonasca) e da lì proseguire fino alla frazione di Vallepiana. Il bivio per incamminarsi lungo il sentiero si trova nella prima curva ed è segnalato dal Parco Regionale dell’Aveto tramite un cartello di legno indicante “San Martino di Liciorno”. Seguendo il segnavia rappresentato da due barrette rosse parallele, in trenta minuti si raggiungeranno le rovine dell’antica chiesa.


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By |2018-06-25T18:43:35+00:00giugno 25th, 2018|Storia di Genova|0 Comments

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