Aglio di Vessalico Biologico, resta da 13 teste – Calibro 40/50

21,50

Il famoso aglio che si digerisce come una caramella, disponibile stagionalmente.

A Vessalico, minuscolo Comune dell’Alta Valle Arroscia nell’entroterra di Albenga e, in particolare, nelle frazioni più alte e meno abitate, si coltiva un aglio antico.

Detto rosso di Vessalico, ha un sapore intenso e leggermente piccante e, soprattutto, un’estrema conservabilità. I contadini della zona si tramandano i bulbi da generazioni, assieme alla tecnica di coltivazione e a quella di confezionamento. Le teste di aglio non vengono recise dalla pianta, né mondate del ciuffo, ma confezionate in lunghe trecce (reste): le teste, essiccate e selezionate in base alla dimensione, vengono intrecciate a coppie di due. 

Un’operazione che si può svolgere soltanto la sera e la mattina, quando l’aglio è umido e le foglie non si spezzano. Le piante non recise, mantenute in ombra, continuano a nutrire l’aglio e a mantenerlo sano e profumato anche otto, dieci mesi dopo la raccolta.

L’aglio di Vessalico è ingrediente fondamentale per un piatto tradizionale della gastronomia locale: l’ajè, una maionese condita con olio extravergine di oliva e aglio schiacciato nel mortaio, uno dei tanti eredi della medioevale agliata.

Descrizione

Il famoso aglio che si digerisce come una caramella, disponibile stagionalmente.

A Vessalico, minuscolo Comune dell’Alta Valle Arroscia nell’entroterra di Albenga e, in particolare, nelle frazioni più alte e meno abitate, si coltiva un aglio antico.

Detto rosso di Vessalico, ha un sapore intenso e leggermente piccante e, soprattutto, un’estrema conservabilità. I contadini della zona si tramandano i bulbi da generazioni, assieme alla tecnica di coltivazione e a quella di confezionamento. Le teste di aglio non vengono recise dalla pianta, né mondate del ciuffo, ma confezionate in lunghe trecce (reste): le teste, essiccate e selezionate in base alla dimensione, vengono intrecciate a coppie di due. 

Un’operazione che si può svolgere soltanto la sera e la mattina, quando l’aglio è umido e le foglie non si spezzano. Le piante non recise, mantenute in ombra, continuano a nutrire l’aglio e a mantenerlo sano e profumato anche otto, dieci mesi dopo la raccolta.

L’aglio di Vessalico è ingrediente fondamentale per un piatto tradizionale della gastronomia locale: l’ajè, una maionese condita con olio extravergine di oliva e aglio schiacciato nel mortaio, uno dei tanti eredi della medioevale agliata.

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