Da quest’anno abbiamo intrapreso il cammino rossoblucerchiato, con i pagelloni delle partite domenica per domenica. Questo che andrete a leggere è il mega pagellone di fine anno creato da Cillo, admin della pagina nostra amica Passione Genoa

PAGELLONE DI FINE ANNO:

PERIN 8: Appena esce di squadra, inizia la crisi. Dopo il miracolo su Dzeko e il ginocchio rotto, si spegne la luce, un po’ perché è un campione un po’ perché era uno dei leader dello spogliatoio. PROMOSSO

LAMANNA 5: Dr. Jekyll e mr. Hyde. Miracoloso con l’Inter e la Roma, disastroso nelle partite chiave contro Chievo e Palermo. Ha l’alibi di aver difeso la porta nel periodo di black-out, ma molti dei gol subiti sono sulla sua coscienza. BOCCIATO

RUBINHO 4: 5 gol incassati con l’Atalanta, 3 gol con l’Udinese di cui uno tutto suo. Portiere in pensione da anni chiamato improvvisamente dalla panchina del Como, non ha troppe colpe e spero abbia un ruolo in Società dall’anno prossimo. Grazie per la promozione in A e l’anno del quinto posto. BOCCIATO

IZZO 7,5: il difensore più talentuoso, offre un girone d’andata meritevole della Nazionale e poi naufraga, pur rimanendo positivo, nel girone di ritorno. Una squalifica farsesca lo leva dai giochi nel rush finale. PROMOSSO

BIRASCHI 7: tenuto in naftalina per più di 30 partite, si fa trovare pronto e intraprendente quando il gioco si fa duro. Da rivedere con continuità. PROMOSSO

BURDISSO 4: avvio di stagione maiuscolo, guida sapientemente la difesa ma poi qualcosa si rompe. Figura ambigua nello spogliatoio, nel girone di ritorno collezione più rigori procurati che presenze. Grazie e addio. BOCCIATO

MUNOZ 5,5: parte bene ma sparisce dai radar alle prime difficoltà, complice una mancata cessione mal digerita. Quando è in forma e concentrato si dimostra insuperabile. RIMANDATO

GENTILETTI 5,5: ottimo rincalzo, ma nulla più. Il fisico cede troppo spesso, ma rimane comunque un difensore tecnicamente dotato e che sa come impostare. Potrebbe tornare utile come riserva. RIMANDATO

ORBAN 2: raramente abbiamo assistito a insulti al calcio del genere. Disastroso come marcatore e come calciatore in generale, non ci si capacita di come abbia potuto giocare a Valencia. Torna in Argentina all’improvviso e nessuno se ne accorge. BOCCIATO

LAZOVIC 5,5: partite da pulcino bagnato, partite da freccia infuocata. Indecifrabile ala discontinua, sicuramente sfortunata a partire da quel maledetto derby. Come riserva potrebbe tornare utile. RIMANDATO

EDENILSON 2: non ripete i fasti della stagione “europea” con Gasperini, e come i topi abbandona la nave per primo. Anzi, per secondo, visto che il buon esempio era già stato dato dal datore di lavoro. BOCCIATO

COFIE 6: da gregario d’emergenza si ritrova a tenere in mano il centrocampo per un mese. Spesso eccessivamente vessato, non fa mai mancare gamba e impegno. Da confermare come riserva. RIMANDATO

HILJEMARK 5,5: parte col botto a Firenze, ma si perde tra panchina e prestazioni incolori. I colpi li ha, sarebbe opportuno vederlo con continuità. RIMANDATO

CATALDI 3: arriva con la “saudade” laziale e non si integra né nel gruppo né negli schemi. Gioca svogliato i primi mesi e si sveglia solo dopo essere stato rinnegato dalla casa madre. Irriverente nella gestione dei Social, specialmente dopo la sconfitta nel derby. BOCCIATO

VELOSO 7: in tanti dicono che sia lento ma, dati alla mano, è il miglior corridore della squadra per distanza percorsa. Sfortunato con gli infortuni, senza di lui la squadra non riesce a girare. PROMOSSO

NTCHAM 6: ahimé gli va data la sufficienza perché senza i 4 punti decisivi conquistati con Mandorlini grazie ai suoi gol sarebbe stata notte fonda. Ha i colpi da campione, ma la testa che Balotelli e Cassano a confronto erano scienziati. RIMANDATO (pure a scuola guida)

RIGONI 6,5: in una squadra dove a mancare è il cuore, lui mette carattere e intensità, ed è uno degli ultimi leader rimasti. Come gregario e riserva verrebbe ottimamente. PROMOSSO

LAXALT 6: se è in giornata diventa imprendibile, se la benzina è in riserva allora diventa indegno pure per la Serie C. Potrebbe essere la prima plusvalenza dell’imminente mercato. RIMANDATO

BEGHETTO 6,5: si vede col contagocce, ma si fa trovare pronto specialmente contro l’Inter. Da rivedere l’anno prossimo. PROMOSSO

BRIVIO sv: un bel mistero quello stipendio con nemmeno una presenza. BOCCIATO

MOROSINI 5,5: anche lui col contagocce, ma fa intravedere una condizione fisica ancora troppo debole per reggere l’urto della Serie A. Da confermare e valutare meglio. RIMANDATO

TAARABT 2: colpi da campione, ma è un fuoriclasse soprattutto a tavola. Arriva sovrappeso e non fa nulla per perdere chili, dimostrando un atteggiamento oltraggioso verso chi ha un lavoro serio. Addio e buon colesterolo. BOCCIATO

NINKOVIC 6: nel girone d’andata si rivela una sorpresa inaspettata, ma da quando iniziala crisi sparisce ai radar. Un po’ discontinuo, ma da rivalutare. RIMANDATO

PALLADINO 5: lascia Crotone per tornare a casa, le idee dei bei tempi ci sono, ma il fisico non risponde più adeguatamente. Meglio mettere giacca e cravatta. BOCCIATO

PANDEV 7: dopo più di un anno nell’anonimato, tira fuori esperienza e malizia per siglare i gol pesanti nella parte più decisiva della stagione. Dovrebbe lasciare il Genoa ma un pensierino come chioccia ci può stare. PROMOSSO

SIMEONE 7,5: 12 gol in campionato e uno in Coppa Italia alla prima esperienza europea, niente male. Si dimostra ancora acerbo in alcuni aspetti ma ha enormi margini di miglioramento. Probabile che lo attenda il destino di tutti gli attaccanti buoni del Genoa, quindi grazie e arrivederci. PROMOSSO

PINILLA 0: preso all’ultimo prima che salisse sul volo per la Cina, viene acclamato vivendo di rendita per la prima esperienza rossoblù. Inizia persino bene col bel gol in Coppa Italia, ma poi si dimostra non solo un ex-calciatore, ma anche un uomo poco serio. Addio INSTAGRAMMO. BOCCIATO

PELLEGRI 9: tre presenze, due record. Un gol da campione in erba contro la Roma (era marcato da Manolas, mica Orban) e tanta speranza nel futuro. Parole da vero Genoano. Tutti speriamo di vederlo tra noi ancora per tanti anni… Presidente permettendo. PROMOSSO

JURIC 7: plasma una squadra guerriera e fantasiosa che conquista punti importanti per tutto il girone d’andata. Poi gli viene smontato il giocattolo e le sue certezze si sfaldano. Viene esonerato dopo una quantomeno sospetta sconfitta da ammutinamento a Pescara e richiamato per disperazione dopo la “cura” Mandorlini. Unico Genoano rimasto a difesa della squadra, dal suo ritorno sbaglia solo un tempo col Chievo e la partita di Palermo. Si ricomincia da lui, con un anno in più d’esperienza e più scaltrezza nella gestione di uno spogliatoio. PROMOSSO

PREZIOSI 3: sarebbe stato uno 0 in caso di retrocessione, ma con questo tipo di salvezza il voto non può essere più alto. Non sappiamo se si farà da parte o rimarrà saldo al comando del vascello, pronto ad abbandonarlo alla prima difficoltà latitando dal Ferraris per mesi e mesi. Il solito mercato illogico rischia di combinare la frittata che nessuno si aspettava, e solo il cuore di Juric e la presenza della Gradinata ha potuto spingere questa barca a remi scassata fino a riva. Non vogliamo più interviste montate ad arte o dichiarazioni radio dove vende il solito fumo mentre l’arrosto se lo mangia di nascosto. Il suo ciclo è finito, mettiamola così. Chi scende dalla nave che affonda e la guarda da lontano, lasciando tifosi e squadra allo sbando creato dalla sua politica societaria, non merita ulteriori considerazioni. BOCCIATO

GRADINATA NORD sv: la Gradinata non merita voti, merita di essere seguita. In molto hanno attaccato la TO e il Settore intero per presa posizione, come se denigrare le scelte della Nord fosse un modo per difendere Preziosi o per dimostrarsi più Genoani di altri. Genoa-Bologna era l’occasione per dare un segnale forte con gli unici mezzi a disposizione, eppure anche quella scelta venne demonizzata da chi ha il “patentino” di Genoanità. Quel maledetto bengala lanciato in campo da un pazzo cane sciolto ha fornito alibi a chi già pregustava l’alibi di addossare alla Nord l’eventuale retrocessione del Genoa. La verità è che proprio quando il gioco si è fatto duro, la Gradinata è tornata fiera e feroce come un tempo, e se il tifo non fa punti, aiuta a conquistarli. Che i Distinti continuino a distinguersi stando zitti e aprendo bocca solo per insultare la Nord, che la Sud continui ad imparare e ad essere sempre più numerosa, che la Tribuna continui a non esserci nemmeno nella sua figura principale… La Gradinata Nord è l’unica certezza eterna del Genoa!

[Cillo]