JUVENTUS-GENOA 4-0

MARCATORI: 17′ (aut.) Munoz, 18′ Dybala, 41′ pt Mandzukic; 19′ st Bonucci
JUVENTUS (4-2-3-1): Neto; Barzagli, Bonucci, Benatia, Asamoah; Khedira (dal 24′ st Rincon), Marchisio (dal 41′ st Mandragora); Lichtsteiner, Dybala, Mandzukic (dal 37′ st Sturaro); Higuain. (Audero, Del Favero, Dani Alves, Rugani, Chiellini, Alex Sandro, Lemina, Mattiello, Cuadrado). All. Allegri
GENOA (3-4-3): Lamanna; Munoz, Burdisso (22′ st Biraschi), Gentiletti; Lazovic (41′ st Hiljemark), Veloso, Cataldi, Laxalt (3′ st Beghetto); Ntcham, Simeone, Palladino. (Faccioli, Pandev, Pellegri, Zima, Orban, Cofie, Brivio, Ninkovic). All. Juric
ARBITRO: Calvarese di Teramo
Superfluo dire che, a conti fatti e a poche giornate dal termine, la squadra che più meriterebbe la retrocessione è il Genoa. Empoli e Crotone, aldilà di risultati più o meno imprevedibili, si stanno dimostrando vive, ardenti, coraggiose e stanno conquistando punti insperati e pesanti. Questo Genoa ormai spolpato e privo d’anima meriterebbe un bel reset col quale ritrovare spirito, orgoglio e senso d’appartenenza, tutte virtù vendute sull’altare delle plusvalenze e della Serie A di cartone. La sconfitta era preventivabile, ci sarebbe stato da sorprendersi per un rocambolesco pareggio, ma fa comunque male perdere per l’ennesimo autogol e per le allegre scampagnate dei bianconeri nei pressi della porta genoana (per non parlare della passeggiata campestre di Bonucci sul quarto gol). Il Genoa che aveva spaventato la Lazio è tornato ai tempi ahimé recenti di Mandorlini, senza mordente e disunito alla prima difficoltà. Domenica arriva il Chievo, reduce da cinque sconfitte consecutive, e va considerato assolutamente come uno spareggio per la permanenza in Serie A, perché la distanza dalle “morte” inseguitrici ormai è esigua.
LE MIE PAGELLE.
LAMANNA 4: dorme sull’uscita su Marchisio e porta all’errore Munoz, per il resto ogni tiro verso la porta o ogni retropassaggio sono sempre sinonimi di tachicardie.
MUNOZ 4: autogol più o meno sfortunato, ma non entra nemmeno in partita.
BURDISSO 3: dannoso come sempre, vergognoso quando non stringe la mano a Juric dopo il cambio.
GENTILETTI 5: meglio in fase offensiva che difensiva, e non bisogna aggiungere altro.
LAZOVIC 5: qualche dribbling riuscito solo quando la Juve si stava già rivestendo per tornare a casa.
CATALDI 4: non è genoano, non è laziale, sa soltanto quello che non è.
VELOSO 4: qualcuno lo avvisi che per le partite a ritmi da beach soccer è ancora presto.
LAXALT 5: primo quarto d’ora incoraggiante, poi si ricorda di essere Laxalt.
NTCHAM 5,5: le idee vanno al doppio delle sue possibilità, e almeno ha il coraggio di provare qualche tiro storto.
SIMEONE 5: faceva quasi tenerezza ingabbiato tra i monumenti difensivi bianconeri.
BEGHETTO 6: avrà il morale a mille dopo aver giocato contro l’Atalanta e la Juve.
BIRASCHI 6: è vivo, sospendete le ricerche!
HILJEMARK sv
JURIC 5: potevamo anche darla vinta a tavolino, così si risparmiava la benzina per il pullman (e visto che non ci sono soldi la pagheremo con la cessione di Simeone), pazienza, tempo libero e soprattutto soldi per i tifosi che si sono recati a Torino. Lo spogliatoio è una polveriera anarchica, dove il leader è il primo a far casino. Sono convinto che la via giusta sia ripartire da Juric anche il prossimo anno qualsiasi sia la categoria, anche se per il Progettissimo che vige al Genoa uno vale l’altro, intanto si naviga a vista e da veliero che eravamo siamo diventati uno scafo a remi che imbarca acqua…
[Cillo] – Passione Genoa