Benvenuti nella Bottega online del Mugugno Genovese

Qui potrete trovare tutte il ravattame che il M.G. è riuscito a preparare per voi!

Il pesto, se non volete cattarvelo online, potete prenotarlo chiedendo/chiamando in Via Cesarea 21R, dal negozio di Rossi!

  • Il famoso aglio che si digerisce come una caramella, disponibile stagionalmente. A Vessalico, minuscolo Comune dell'Alta Valle Arroscia nell'entroterra di Albenga e, in particolare, nelle frazioni più alte e meno abitate, si coltiva un aglio antico. Detto rosso di Vessalico, ha un sapore intenso e leggermente piccante e, soprattutto, un'estrema conservabilità. I contadini della zona si tramandano i bulbi da generazioni, assieme alla tecnica di coltivazione e a quella di confezionamento. Le teste di aglio non vengono recise dalla pianta, né mondate del ciuffo, ma confezionate in lunghe trecce (reste): le teste, essiccate e selezionate in base alla dimensione, vengono intrecciate a coppie di due.  Un'operazione che si può svolgere soltanto la sera e la mattina, quando l'aglio è umido e le foglie non si spezzano. Le piante non recise, mantenute in ombra, continuano a nutrire l'aglio e a mantenerlo sano e profumato anche otto, dieci mesi dopo la raccolta. L'aglio di Vessalico è ingrediente fondamentale per un piatto tradizionale della gastronomia locale: l'ajè, una maionese condita con olio extravergine di oliva e aglio schiacciato nel mortaio, uno dei tanti eredi della medioevale agliata.
  • Gli amaretti del Sassello sono un piccolo dolce della tradizione ligure a base di mandorle dolci e amare ma senza farina. La ricetta nasce nell'800 dove i contadini liguri e piemontesi usavano piantare alberi di mandorlo vicino a casa sia per abbellire il giardino che per raccogliere i frutti. Quando l'albero fioriva e dava i suoi frutti la produzione di mandorle andava ben oltre al fabbisogno familiare per cui, da buoni liguri, i sassellesi cercarono una soluzione adeguata creando l'amaretto. Da allora la ricetta è rimasta sostanzialmente invariata. Il nome Amaretti deriva dall'utilizzo di armelline, ovvero il nocciolo interno delle pesche ed albicocche, dal gusto molto amaro che ben si contrastavano al gusto dolce della mandorla.
  • Amaretti di Sassello Rossi – 400 gr

    11,60
    Gli amaretti del Sassello sono un piccolo dolce della tradizione ligure a base di mandorle dolci e amare ma senza farina. La ricetta nasce nell'800 dove i contadini liguri e piemontesi usavano piantare alberi di mandorlo vicino a casa sia per abbellire il giardino che per raccogliere i frutti. Quando l'albero fioriva e dava i suoi frutti la produzione di mandorle andava ben oltre al fabbisogno familiare per cui, da buoni liguri, i sassellesi cercarono una soluzione adeguata creando l'amaretto. Da allora la ricetta è rimasta sostanzialmente invariata. Il nome Amaretti deriva dall'utilizzo di armelline, ovvero il nocciolo interno delle pesche ed albicocche, dal gusto molto amaro che ben si contrastavano al gusto dolce della mandorla.
  • Basilico Genovese DOP fresco in mazzi Se stai cercando proprio il basilico genovese DOP con ogni buona probabilità vuoi preparare del gran pesto genovese, come lo facciamo dalle nostre parti... e se sbagli il basilico sei spacciato! Per esempio, quando il pesto si ossida rapidamente la colpa è del basilico, che è stato "cresciuto" male. Tranquillo: non è questo il caso! Uso e conservazione Una volta che ti sono arrivati i tuoi mazzi di basilico genovese DOP, come procedere? Lava le foglie e poi asciugale senza ansia con la carta monouso, stai solo attento a non pressarle troppo. Ma se non avete intenzione di utilizzare il basilico subito, le alternative che vi consigliamo sono due e differiscono dalla preparazione per cui poi vi servirà il basilico. Se siete amanti del pesto dopo aver lavato e asciugato attentamente le foglie preparate una base per questa salsa con olio e sale, ponetelo in un vasetto di vetro temperato chiuso e congelatelo. Al momento dell’utilizzo non dovrete far altro che scongelare la base del pesto e aggiungere il resto degli ingredienti: parmigiano, pecorino, aglio e pinoli tritati. Se invece volete utilizzarlo non in salsa lavate e asciugate bene dai residui d’acqua le foglie, poi adagiatele su una teglia rivestita di carta stagnola e mettetele in freezer per due ore circa. Dopodiché basterà mettere delicatamente le foglie congelate in un contenitore ermetico e lasciarlo nel congelatore per poi prenderne la quantità che vi occorre quando vi serviranno. NB. Il basilico arriva fresco ogni martedì mattina e spedito immediatamente per mantenere inalterate le proprietà organolettiche della pianta. Pertanto verranno evasi gli ordini pervenuti entro lunedì mattina, altrimenti necessariamente si passerà alla settimana successiva
  • Un Pesto alla vecchia maniera. "Provare per credere". 
    Ingredienti: Olio extra vergine di oliva, basilico genovese dop, parmigiano reggiano dop (latte, sale, caglio), pinoli, "Fiore Sardo" dop (latte, sale, caglio), sale, aglio vessalico. Conservare in frigo a 2/4°C. Da consumarsi entro 3 giorni dall'apertura. Non contiene glutine.
    Per informazione: se vuoi acquistarlo, premendo sul bottone verde qui sotto, verrai reindirizzato al sito di palatifini.it che si è gentilmente messo a disposizione per la distribuzione!
  • Un Pesto alla vecchia maniera. "Provare per credere". 
    Ingredienti: Olio extra vergine di oliva, basilico genovese dop, parmigiano reggiano dop (latte, sale, caglio), pinoli, "Fiore Sardo" dop (latte, sale, caglio), sale, aglio vessalico. Conservare in frigo a 2/4°C. Da consumarsi entro 3 giorni dall'apertura. Non contiene glutine.
    Per informazione: se vuoi acquistarlo, premendo sul bottone verde qui sotto, verrai reindirizzato al sito di palatifini.it che si è gentilmente messo a disposizione per la distribuzione!
  • Un Pesto alla vecchia maniera. "Provare per credere". 
    Ingredienti: Olio extra vergine di oliva, basilico genovese dop, parmigiano reggiano dop (latte, sale, caglio), pinoli, "Fiore Sardo" dop (latte, sale, caglio), sale, aglio vessalico. Conservare in frigo a 2/4°C. Da consumarsi entro 3 giorni dall'apertura. Non contiene glutine.
    Per informazione: se vuoi acquistarlo, premendo sul bottone verde qui sotto, verrai reindirizzato al sito di palatifini.it che si è gentilmente messo a disposizione per la distribuzione!
  • Un Pesto alla vecchia maniera. "Provare per credere". 
    Ingredienti: Olio extra vergine di oliva, basilico genovese dop, parmigiano reggiano dop (latte, sale, caglio), pinoli, "Fiore Sardo" dop (latte, sale, caglio), sale, aglio vessalico. Conservare in frigo a 2/4°C. Da consumarsi entro 3 giorni dall'apertura. Non contiene glutine.
    Per informazione: se vuoi acquistarlo, premendo sul bottone verde qui sotto, verrai reindirizzato al sito di palatifini.it che si è gentilmente messo a disposizione per la distribuzione!
  • Il pecorino Fiore Sardo è uno dei sette ingredienti tradizionali del vero pesto genovese! Il pecorino Fiore Sardo è prodotto con latte delle pecore sarde autoctone nelle province di Nuoro, Sassari e Cagliari.  Deve il suo nome al fatto che anticamente veniva prodotto utilizzando caglio vegetale, da qui il nome "fiore".  Caratteristiche Il Fiore Sardo ha una forma cilindrica, con il tipico scalzo bombato "a groppa di mulo" alto fino a 15 cm, il peso è variabile tra 1,5 e 4 kg.  Il colore della crosta è giallo carico, e tende a diventare più scuro con la stagionatura fino ad assumere un colore marrone. La pasta è dura, bianca o giallo chiaro e senza occhiature, il sapore è più o meno piccante a seconda del grado di maturazione. Il Fiore Sardo può essere mangiato al naturale fino a 2-3 mesi di stagionatura, oltre può essere impiegato in cucina oppure in abbinamento a miele, marmellate o frutta.
  • Focaccia Genovese con CIPOLLA – 1 KG

    16,00
    La focaccia genovese autentica, arriva a casa tua! ( IN TUTTA EUROPA!) IMPORTANTE: per garantire la massima freschezza del prodotto i Giorni di spedizione sono: Lunedì, martedì e mercoledì. Gli ordini pervenuti martedì dopo le 18 saranno evasi a partire dalla settimana successiva. Cosa fare per tutti quei zeneixi (e non solo) vincolati ad una vita al di fuori dalla Superba, piena di false-focacce impresentabili ed alte 50cm? Quanto avrebbero desiderato, nei periodi in "esilio" dalla Patria,  di poter ricevere a casa, in 24h, una bella slerfa de fugassa? In collaborazione con Palatifini.it ti offriamo un’esperienza unica (in modalità "megio che ninte!") fino adesso riservata solo a chi aveva la fortuna di trovarsi nella nostra amata Zena! Inoltre, per “aiutare” tutti gli inesperti in materia, all’interno della spedizione verrà inserita una cartolina con alcuni “trucchi” per render la fugassa come fosse appena sfornata e molto altro!
  • Gli gnocchi sono un cibo antichissimo, diffuso in tutto il mondo e preparati con diversi ingredienti. I piu diffusi in Italia sono quelli preparati con farina e patate, sono di forma tondeggiante o cilindrica e vengono consumati dopo averli lessati in acqua o brodo e conditi in tantissimi modi diversi.  Gli gnocchi un piatto molto semplice e sostanzioso che si adatta ad ogni tipi di condimento. Provateli con il pesto, sughi di pomodoro, con panna, zafferano o anche al forno con ragù e besciamella.  Il prodotto fresco si conserva 3 giorni in frigorifero, può essere congelato e consumato entro 1 mese circa.
  • Un Pesto alla vecchia maniera. "Provare per credere". 
    Ingredienti: Olio extra vergine di oliva, basilico genovese dop, parmigiano reggiano dop (latte, sale, caglio), pinoli, "Fiore Sardo" dop (latte, sale, caglio), sale, aglio vessalico. Conservare in frigo a 2/4°C. Da consumarsi entro 3 giorni dall'apertura. Non contiene glutine.
    Per informazione: se vuoi acquistarlo, premendo sul bottone verde qui sotto, verrai reindirizzato al sito di palatifini.it che si è gentilmente messo a disposizione per la distribuzione!
  • Un Pesto forte, alla vecchia maniera. "Provare per credere". 
    Ingredienti: Olio extra vergine di oliva, basilico genovese dop, parmigiano reggiano dop (latte, sale, caglio), pinoli, "Fiore Sardo" dop (latte, sale, caglio), sale, aglio vessalico. Conservare in frigo a 2/4°C. Da consumarsi entro 3 giorni dall'apertura. Non contiene glutine.
    Per informazione: se vuoi acquistarlo, premendo sul bottone verde qui sotto, verrai reindirizzato al sito di palatifini.it che si è gentilmente messo a disposizione per la distribuzione!
  • IL PESTO DEL MUGUGNO GENOVESE, 130 GR

    6,50
    Un Pesto alla vecchia maniera. "Provare per credere". 
    Ingredienti: Olio extra vergine di oliva, basilico genovese dop, parmigiano reggiano dop (latte, sale, caglio), pinoli, "Fiore Sardo" dop (latte, sale, caglio), sale, aglio vessalico. Conservare in frigo a 2/4°C. Da consumarsi entro 3 giorni dall'apertura. Non contiene glutine.
    Per informazione: se vuoi acquistarlo, premendo sul bottone verde qui sotto, verrai reindirizzato al sito di palatifini.it che si è gentilmente messo a disposizione per la distribuzione!
  • IL PESTO DEL MUGUGNO GENOVESE, 500 GR

    23,00
    IL BARATTOLONE DA MEZZO KG di... Pesto alla vecchia maniera. "Provare per credere". 
    Ingredienti: Olio extra vergine di oliva, basilico genovese dop, parmigiano reggiano dop (latte, sale, caglio), pinoli, "Fiore Sardo" dop (latte, sale, caglio), sale, aglio vessalico. Conservare in frigo a 2/4°C. Da consumarsi entro 3 giorni dall'apertura. Non contiene glutine.
    Per informazione: se vuoi acquistarlo, premendo sul bottone verde qui sotto, verrai reindirizzato al sito di palatifini.it che si è gentilmente messo a disposizione per la distribuzione!
  • La Focaccia Genovese – 1 KG

    15,00
    La focaccia genovese autentica, arriva a casa tua! ( IN TUTTA EUROPA!) IMPORTANTE: per garantire la massima freschezza del prodotto i Giorni di spedizione sono: Lunedì, martedì e mercoledì. Gli ordini pervenuti martedì dopo le 18 saranno evasi a partire dalla settimana successiva. Cosa fare per tutti quei zeneixi (e non solo) vincolati ad una vita al di fuori dalla Superba, piena di false-focacce impresentabili ed alte 50cm? Quanto avrebbero desiderato, nei periodi in "esilio" dalla Patria,  di poter ricevere a casa, in 24h, una bella slerfa de fugassa? In collaborazione con Palatifini.it ti offriamo un’esperienza unica (in modalità "megio che ninte!") fino adesso riservata solo a chi aveva la fortuna di trovarsi nella nostra amata Zena! Inoltre, per “aiutare” tutti gli inesperti in materia, all’interno della spedizione verrà inserita una cartolina con alcuni “trucchi” per render la fugassa come fosse appena sfornata e molto altro!
  • Le lasagne sono un formato di pasta fresca sottile a riquadri più o meno regolari, che vengono cucinate in forno o lessate, e condite o farcite in svariati modi. L'origine delle lasagne risale addirittura ai greci e ai romani, che le consumavano con legumi e formaggio.  Le lasagne genovesi sono ottime con il ragù classico; provale anche con zucchine e taleggio, pesto e ricotta, radicchio e speck. Il prodotto fresco si conserva 3 giorni in frigorifero, può essere congelato e consumato entro 1 mese circa.
  • Mortaio in marmo bianco di Carrara con pestello in legno di faggio lavorato a mano necessario per la preparazione di salse quali il Pesto Genovese, ma non solo. Dimensioni: Diametro Esterno: 14 cm Diametro Interno: 9 cm Altezza: 8 cm Profondità: 6 cm Pestello: 15 cm Peso: 1,5 kg Sono disponibili su richiesta eventuali altre dimensioni di mortaio:
  • Mortaio in marmo bianco di Carrara con pestello in legno di faggio lavorato a mano necessario per la preparazione di salse quali il Pesto Genovese, ma non solo. Dimensioni: Esterno: 16 cm Diametro Interno: 11 cm Altezza: 9 cm Profondità: 7 cm Pestello: 18 cm Peso: 2,2 kg Sono disponibili su richiesta eventuali altre dimensioni di mortaio:
  • Un vero e proprio mortaio in marmo bianco di Carrara con pestello in legno di faggio. Il 18 cm è la misura ufficiale utilizzata nel Campionato Mondiale di pesto al Mortaio. Dimensioni: Diametro Esterno: 18 cm Diametro Interno: 12 cm Altezza: 10 cm Profondità: 8 cm Pestello: 21 cm Peso: 3,5 kg Sono disponibili su richiesta eventuali altre dimensioni di mortaio:
  • Mortaio in marmo bianco di Carrara con pestello in legno di faggio lavorato a mano necessario per la preparazione di salse quali il Pesto Genovese, ma non solo. Dimensioni: Diametro Esterno: 20 cm Diametro Interno: 13 cm Altezza: 11 cm Profondità: 9 cm Pestello: 21 cm Peso: 4,5 kg Sono disponibili su richiesta eventuali altre dimensioni di mortaio:
  • Mortaio in marmo bianco di Carrara con pestello in legno di faggio lavorato a mano necessario per la preparazione di salse quali il Pesto Genovese, ma non solo. Dimensioni: Diametro Esterno: 7 cm Diametro Interno: 4,5 cm Altezza: 4 cm Profondità: 2,5 cm Pestello: 7 cm Peso: 250 gr. Sono disponibili su richiesta eventuali altre dimensioni di mortaio:
  • Olio extravergine d'oliva Taggiasca di qualità superiore lavorato usando solo le migliori olive di varietà taggiasca, accuratamente selezionate. Il gusto è dolce con note di mandorla. Il profumo aggraziato lo fa risaltare come condimento per crudi e piatti dal sapore delicato. La spremitura a freddo è uno dei metodi meccanici per l'estrazione dell'olio e non comprende alcun trattamento chimico. Con la spremitura a freddo le olive vengono macinate con grosse ruote in pietra, che muovendosi molto lentamente frantumano i frutti senza farne salire la temperatura e quindi senza alterare il sapore e le proprietà organolettiche dell'olio così estratto.
    • Il Pandolce genovese viene consumato tipicamente durante le festività natalizie. Con la nostra ricetta abbiamo riconciliato molte persone a questo dolce della tradizione genovese.Secondo la tradizione quando lo si apre, una fetta va tenuta da parte per i poveri e una per il il 3 febbraio, San Biagio. Ne esitono due versioni: Alto e Basso. Il formato alto è quello più antico, dove il pandolce veniva lievitato naturalmente e con tempi di preparazioni molto lunghi. La versione "bassa" è stata invece introdotta verso la fine del 1800, quando si iniziavano ad utilizzare i primi lieviti chimici, e questo ha fatto si che nascesse questa versione con tempi di preparazione molto più veloci. Secondo alcuni la nascita di questo pandolce si deve ad un Doge della Repubblica di Genova che bandì un concorso tra i maestri pasticceri di Genova per creare un dolce rappresentativo della ricchezza di Genova che fosse nutriente, a lunga conservazione e adatto ai lunghi viaggi per mare. Il pandolce genovese nel formato Alto è disponibile solo nei periodi invernali, indicativamente da novembre a marzo. Per quantitativi superiori ai 18 posso essere praticati prezzi speciali. Se siete interessati scrivete a info@palatifini.it. Formati: Basso: Alto (Disponibile da novembre a marzo):
    • Il Pandolce genovese viene consumato tipicamente durante le festività natalizie. Con la nostra ricetta abbiamo riconciliato molte persone a questo dolce della tradizione genovese.Secondo la tradizione quando lo si apre, una fetta va tenuta da parte per i poveri e una per il il 3 febbraio, San Biagio.Ne esitono due versioni: Alto e Basso. Il formato alto è quello più antico, dove il pandolce veniva lievitato naturalmente e con tempi di preparazioni molto lunghi. La versione "bassa" è stata invece introdotta verso la fine del 1800, quando si iniziavano ad utilizzare i primi lieviti chimici, e questo ha fatto si che nascesse questa versione con tempi di preparazione molto più veloci. Secondo alcuni la nascita di questo pandolce si deve ad un Doge della Repubblica di Genova che bandì un concorso tra i maestri pasticceri di Genova per creare un dolce rappresentativo della ricchezza di Genova che fosse nutriente, a lunga conservazione e adatto ai lunghi viaggi per mare. Il pandolce genovese nel formato Alto è disponibile solo nei periodi invernali, indicativamente da novembre a marzo. Per quantitativi superiori ai 18 posso essere praticati prezzi speciali. Se siete interessati scrivete a info@palatifini.it. Formati: Basso: Alto (Disponibile da novembre a marzo):
  • Il Pandolce genovese viene consumato tipicamente durante le festività natalizie. Con la nostra ricetta abbiamo riconciliato molte persone a questo dolce della tradizione genovese. Secondo la tradizione quando lo si apre, una fetta va tenuta da parte per i poveri e una per il il 3 febbraio, San Biagio. Ne esitono due versioni: Alto e Basso. Il formato alto è quello più antico, dove il pandolce veniva lievitato naturalmente e con tempi di preparazioni molto lunghi. La versione "bassa" è stata invece introdotta verso la fine del 1800, quando si iniziavano ad utilizzare i primi lieviti chimici, e questo ha fatto si che nascesse questa versione con tempi di preparazione molto più veloci. Secondo alcuni la nascita di questo pandolce si deve ad un Doge della Repubblica di Genova che bandì un concorso tra i maestri pasticceri di Genova per creare un dolce rappresentativo della ricchezza di Genova che fosse nutriente, a lunga conservazione e adatto ai lunghi viaggi per mare. Per quantitativi superiori ai 18 posso essere praticati prezzi speciali. Se siete interessati scrivete a info@palatifini.it. Formati: Basso: Alto (Disponibile da novembre a marzo):
  • Il Pandolce genovese viene consumato tipicamente durante le festività natalizie. Con la nostra ricetta abbiamo riconciliato molte persone a questo dolce della tradizione genovese. Secondo la tradizione quando lo si apre, una fetta va tenuta da parte per i poveri e una per il il 3 febbraio, San Biagio. Ne esitono due versioni: Alto e Basso. Il formato alto è quello più antico, dove il pandolce veniva lievitato naturalmente e con tempi di preparazioni molto lunghi. La versione "bassa" è stata invece introdotta verso la fine del 1800, quando si iniziavano ad utilizzare i primi lieviti chimici, e questo ha fatto si che nascesse questa versione con tempi di preparazione molto più veloci. Secondo alcuni la nascita di questo pandolce si deve ad un Doge della Repubblica di Genova che bandì un concorso tra i maestri pasticceri di Genova per creare un dolce rappresentativo della ricchezza di Genova che fosse nutriente, a lunga conservazione e adatto ai lunghi viaggi per mare. Per quantitativi superiori ai 18 posso essere praticati prezzi speciali. Se siete interessati scrivete a info@palatifini.it. Formati: Basso: Alto (Disponibile da novembre a marzo):
  • Il Pandolce genovese viene consumato tipicamente durante le festività natalizie. Con la nostra ricetta abbiamo riconciliato molte persone a questo dolce della tradizione genovese. Secondo la tradizione quando lo si apre, una fetta va tenuta da parte per i poveri e una per il il 3 febbraio, San Biagio. Ne esitono due versioni: Alto e Basso. Il formato alto è quello più antico, dove il pandolce veniva lievitato naturalmente e con tempi di preparazioni molto lunghi. La versione "bassa" è stata invece introdotta verso la fine del 1800, quando si iniziavano ad utilizzare i primi lieviti chimici, e questo ha fatto si che nascesse questa versione con tempi di preparazione molto più veloci. Secondo alcuni la nascita di questo pandolce si deve ad un Doge della Repubblica di Genova che bandì un concorso tra i maestri pasticceri di Genova per creare un dolce rappresentativo della ricchezza di Genova che fosse nutriente, a lunga conservazione e adatto ai lunghi viaggi per mare. Per quantitativi superiori ai 18 posso essere praticati prezzi speciali. Se siete interessati scrivete a info@palatifini.it. Formati: Basso: Alto (Disponibile da novembre a marzo):
  • Pansotti Pansòti liguri sono una pasta ripiena diffusa in tutta la regione ma tipica di Recco, simile ai ravioli. Il loro nome deriva dal fatto che la pasta ha un aspetto panciuto. I Pansotti sono una ricetta relativamente recente, presentata per la prima volta nel 1961 al festival gastronomico di Genova Nervi ed un piatto che era considerato molto adatto al periodo della Quaresima in quanto a base di magro.  Hanno sapore pieno, pastoso, morbido e si sposano alla perfezione con la Salsa di Noci ligure, che ne sottolinea al meglio le fragranze agresti.  Il prodotto fresco si conserva 3 giorni in frigorifero, può essere congelato e consumato entro 1 mese circa.
  • Il Parmigiano Reggiano DOP Bonati è stato scelto da Stefania Moroni, appassionata ricercatrice alimentare e figlia di Aimo e Nadia Moroni del noto ristorante stellato milanese, per la famosa ricetta "spaghetti al cipollotto di Tropea con peperoncino fresco e Parmigiano Reggiano Bonati di 5 anni". Uno dei piatti-culto del loro ristorante.  Da oltre 40 anni l'Azienda Agricola Bonati Giorgio di Basilicanova (PR) produce Parmigiano Reggiano solo con il latte delle proprie mucche di razza frisona italiana. Le mucche sono nate, allevate e cresciute nel loro piccolo allevamento e si nutrono di fieno stabile centenario, che contiene erbe ed essenze oggi sconosciute e introvabili nei prati di semina piu' recente, quindi di miscele di cereali, mais, orzo e soia. Tutto il ciclo di lavorazione è rigorosamente artigianale.  Il caseificio è certificato “Uno En Iso 9002” e la stagionatura è di 26-32 mesi ma anche di 3-4-5-6-7 anni.  Il risultato è straordinario:sapore pieno, consistenza perfetta, soddisfazione incomparabile.
  • l suo nome scientifico è Pinus Pinea.  Probabilmente originario del vicino oriente, è stato diffuso fin dall'antichità in tutti i paesi del Mediterraneo. I Pinoli sono un ingrediente fondamentale nella preparazione del pesto.
  • Il vero polpettone genovese di verdure, già pronto! Patate e fagiolini, e poi quella meraviglia aromatica che è la maggiorana, il tutto impreziosito dalla sapidità del parmigiano reggiano. Ti mandiamo a casa un piatto veloce e gustoso ma soprattutto autentico, per accontentare sia chi non ha tempo per cucinare ma anche i tanti amanti della nostra grande tradizione gastronomica. Per la consegna nella settimana di Pasqua l'ordine deve pervenire entro la sera di domenica 10 aprile.
  • Prescinsêua tradizionale, cagliata fresca dal sapore acidulo caratteristico: ingrediente indispensabile per preparazioni tipiche liguri come la torta pasqualina.  Formaggio unico, una tradizione tenuta ancora viva unicamente grazie a piccole produzioni. Con la Prescinsêua servirai ai tuoi ospiti una vera rarità gastronomica, perfetta per creare originali antipasti, gustose tartine o accompagnare ingredienti pregiati come il salmone affumicato. L.Y.L.A.G. Virtus nasce a Genova nel 1952 specializzandosi nella lavorazione di specialità casearie, come yogurt e panna. Ormai trentennale è la riscoperta di un ingrediente locale e tipico come la Prescinsêua, una tradizione ancora viva anche grazie a realtà come Virtus che la promuove e la propone nella sua forma originale.
  • Prescinsêua tradizionale, cagliata fresca dal sapore acidulo caratteristico: ingrediente indispensabile per preparazioni tipiche liguri come la torta pasqualina.  Formaggio unico, una tradizione tenuta ancora viva unicamente grazie a piccole produzioni. Con la Prescinsêua servirai ai tuoi ospiti una vera rarità gastronomica, perfetta per creare originali antipasti, gustose tartine o accompagnare ingredienti pregiati come il salmone affumicato. L.Y.L.A.G. Virtus nasce a Genova nel 1952 specializzandosi nella lavorazione di specialità casearie, come yogurt e panna. Ormai trentennale è la riscoperta di un ingrediente locale e tipico come la Prescinsêua, una tradizione ancora viva anche grazie a realtà come Virtus che la promuove e la propone nella sua forma originale.
  • I ravioli sono un prodotto tipico della cucina italiana. Si possono descrivere come ritagli di pasta ripiegati in forme diverse a contenere un ripieno che varia da regione a regione.  I ravioli alla genovese sono tipicamente consumati a Natale e nei giorni di festa, e conditi con un sugo di carne chiamato "tocco".  Il prodotto fresco si conserva 3 giorni in frigorifero, può essere congelato e consumato entro 1 mese circa.
  • La salsa di noci, insieme al pesto genovese, è un autentico portabandiera della cucina ligure nel mondo, tanto da diventare prodotto agroalimentare tipico (PAT).
     
    E' conosciuta soprattutto per la sua cremosità e il suo incredibile gusto. L'abbinamento ideale è con la pasta fresca ripiena di verdura, in particolare con i pansoti, tipici ravioli di magro ripieni di erbette o spinaci dalla forma particolare.
    Un consiglio: a noi genovesi piacciono i sughi molto densi ma se la ritieni troppo densa puoi aggiungere un cucchiaio dell'acqua di cottura della pasta. E assoluatmente mai cuocere questa salsa utilizzarla semrpe a crudo. Utilizzo gourmet: abbinata a fesa di tacchino arrosto o con prosciutto cotto può essere inserita in tartine o deliziosi minipanini.

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