Lezione serale #65 Ratto pennûgo / rattopernûgo
“Perché t’impari un po’ di parole cosi quando vieni a trovarci sai come interpretare..”

Ebbene sì, prima o poi dovevamo arrivare a questo vocabolo. 
Rattopennugo è quella parola che il piccolo VEL impara anche prima del Padre Nostro. Rattopennugo, per suono, pronuncia o per qualche motivo ignoto, è una parola che nei bimbi (e non solo) ispira simpatia!

Avete ragione cari miei Forestieri, non tutti sanno cosa significhi. Partiamo quindi con la definizione del Dizionario Frisoni: Ratto pennûgo, rattopernûgo s.m. pipistrello, nottola (*it. ratto pennuto?)

Personalmente lo scrivo “rattopennugo”, ma alcuni dizionari lo riportano come scritto poco sopra. Continuerò a scriverlo rattopennugo per semplicità e velocità, ma sappiate che (forse) non è la versione corretta.



Da piccoli, quasi fosse un vanto, se dicevi ad un tuo coetaneo: “ah sì, sai il genovese? allora come si dice “pipistrello”?
Forse perché parola più “ricercata”? Non è sicuramente un vocabolo che senti costantemente. Molto più probabilmente, invece, perché più facile per noi ricordarla, visto la pronuncia, il suono, il suo significato e così diversa dal vocabolo italiano.  

Anche il piccolo dizionario etimologico ligure del Prof Toso ne parla e… mi supporta nella scrittura “Rattopennugo”! Vediamo un po’ che dice.

“Voce priva di documentazione storica anteriore al sec. XIX, da ratto “topo” e pennugo “pennuto”, forma deriva probabimente, più che da PINNUTUS, da un aggettivo *PINNICUS del latino volgare. L’idea del “topo volante” è variamente resa in varie lingue e dialetti, sia con riferimento alle (inesistenti) penne dell’animale (in Liguria ratapena, ratapenata, rattopennùo) sia all’azione stessa del volare (ratavoeira, ratavoraeura)

Pronuncia

Non sarà così semplice spiegarlo. Si pronuncia come “rattupennugu”, ma dovete annullare la doppia “N” e chiudere la “U”, (dopo le due “N”) il più possibile.

Il suono non sarà immediato, vi sentirete particolarmente idioti probabilmente se non avete mai sentito parlare la nostra lengoa.

 


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