Eh si, prima o poi dovevamo arrivare anche a questo! Il Genovese D.O.C. ha insito nel suo DNA la moto, lo scooter, la carretta su due ruote o come belin la volete ciammà.

Mattino. Casco in testa. Scale di corsa. “OhBelin, dove l’ho messa?”. Tea li!. Allaccio il casco. Accendo. Sgaso. Sfreccio.

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Credo che oltre il 90% dei Genovesi si siano rivisti in queste semplici fasi iniziali della giornata. Un rituale. La moto è uno strumento tanto pericoloso quanto indispensabile a Genova. Perchè? Cari miei qua non esiste pianura, strade larghe e asfalti perfetti. Qua ci sono salite, discese, pseudo-rotonde, cantieri, buche (meglio: FOSSE), due corsie (che quando le vedi ti chiedi “ma davvero è doppio senso?”), fermate degli autobus in punti congestionanti e via dicendo. Ci son talmente tante follie stradali a Genova che potremmo scriverci un libro di successo, ma non è l’argomento di questo racconto.
Vogliamo, piuttosto, parlare del V.E.L (Vero Esemplare Ligure, per i nuovi arrivati) e del suo rapporto intimo con la moto. Il Genovese vede nella moto la sua ancora di salvezza.
Prendiamo la macchina sta sera?” = Frase assurda, censurata dai più accaniti. “Provaci, ci vediamo domani, quando avrai trovato posteggio“. Già, perché chi viene da fuori (e pensa da Foreste) non si rende conto di quanto sia fantascientifico trovare posteggio auto a Genova. Esagerato? Mia che tra posteggi a pagamento, sotterranei, passi carrabili, zone gialle, CICLABILI improvvise e vie troppo strette, i posteggi diventano una visione equiparabile agli alieni di Torriglia … (A Zanfretta piace questa citazione).



Se si guasta la moto, il Genovese attraversa una crisi spirituale interiore pari a quella di un Umano medio del 2016 quando rimane senza Internet sul cellulare.

Il Vuoto. Il Panico.

Per carità, ci sono gli autobus, i taxi, ora pure Uber, ma “la moto è sempre la moto”.vespa

Andiamo quindi ad elencare i, tanto attesi, 10 comandamenti del genovese in moto. (segue dopo una breve spiegazione per i Foresti ignari)

1- Scatta sempre per primo al semaforo. Sempre. Devi posteggiare prima tu.
2- Guarda con disprezzo gli adesivi della squadra NonDiGenova.
3- Ricordati di “bruciare” i gialli lampeggianti della val Bisagno.
4– Il parcheggio di piazza Dante è full dopo le 8:01.
5- … E se non ci stai, sposta le altre.
6- Se danno allerta, tu magari spostala ” in alto “.
7-
Non considerare mai a due corsie la rotonda dalla fiera di Genova.
8- Oh belin, era ZTL ?
9- D’inverno, non desiderare il parabrezza d’altri.
10- La domenica, allo stadio, NON esiste codice stradale.
(10bis- I portapizze
non hanno codice stradale, regolati di conseguenza.)

Andiamo a darvi una breve illustrazione di quanto appena detto, poiché chi non conosce Genova, potrà trovare strani alcuni punti…



1- Qui non si tratta di abitudini, frustrazioni, strane usanze convenzionali. Qui si tratta di sopravvivenza: più tardi arrivi, più il posteggio rimarrà un miraggio.
2- La maggior parte dei Genovesi fa del casco un suo status-simbol. L’adesivo della sua squadra non può mancare! Ovvio che, quando si affianca uno “dell’altra sponda”, lo sguardo d’odio verso l’adesivo incriminato, venga naturale.
3- La Val Bisagno si sa, ha dei periodi dove (22:00 circa in poi) le strade diventano alberi di natale, gialli lampeggianti. Tutti i semafori vanno a nanna, si devono svegliare presto l’indomani mattina. Dunque, se già prima venivano “bruciati” al fotofinish, immaginate cosa succeda dopo! (il problema viene sopperito con autovelox appostati in ogni dove, ma che puntualmente i Genovesi se ne battono il belino)
4- Piazza Dante è una giungla. Vige la legge del più forte. Dopo le 8.00 a.m non c’è più spazio per te!
5- Che poi questo punto è più un “4 Bis”. Tutti abbiamo imparato a spostare motorini o farceli spostare da qualcuno nei paraggi. Specialmente P. Dante, dove il Tetris di moto diventa uno sport Olimpico.
6- Albaro, San Fruttuoso, Castelletto e tutti i luoghi “rialzati” vengono presi d’assedio quando viene emanata l’allerta. Più presto arrivi più hai possibilità di posteggiarla in maniera “legale”.
7- I Genovesi son duri ad “adeguarsi” ai tempi moderni. Le rotonde negli anni 2000 crearono non poco scompiglio con il loro arrivo. Belin, quella dalla fiera di Genova è follia pura. Non vi è codice stradale, le due corsie sono solo di bellezza. Devi uscire? Fatti coraggio e spingi la gente, le frecce non servono!
8- Questa è forse più per i Foresti che per i VEL. Può comunque esser capitato anche ai VEL più esperti, specialmente nella zona Centro Storico, di posteggiare poco oltre una telecamera ed esser stato “timbrato”. Sono cosi belle quelle scritte ZTL quasi sbiadite per terra.
9- Da Ottobre in poi, il parabrezza, specialmente per chi gira tutti i giorni in moto, non dico diventi indispensabile, ma quasi. Per il freddo? Ma che! Pioggia torrenziale, vento marziano e foglie ovunque, il parabrezza risolve più del 50% dei problemi. Certo, quando diventa sporco e riflette la rumenta che vi è intorno, diventa quasi controproducente.
10- Per spiegarvi questa… Vi sfido solo ad avvicinarvi in zona Marassi dalle ore 14 nei giorni di campionato… In bocca al lupo.



Ah, belin dimenticavo! Prima di salutarci, concedetemelo: qui sotto, se vuoi, puoi offrirci una slerfa di focaccia anche tu per il Mugugno Genovese e “premiare” l’iniziativa ed il TEMPO dedicato per mantenere questo sito! Non abbiamo sponsor e siamo troppo “scomodi” perché qualcuno si interessi, quindi abbiamo pensato di aprire una finestra di questo tipo per chi volesse supportarci!

COMANDAMENTI