Si è detto e scritto tanto su quel 4 novembre 2011. Una di quelle date che, come il 14 agosto 2018, segna indelebilmente l’evoluzione storica di una città e dei suoi abitanti. Se col Morandi abbiamo iniziato a guardare le autostrade con paura, sdegno e rabbia (più di quanto già non facessimo), l’alluvione del 2011 riportò in auge i ricordi di chi visse il famigerato ’70 e chi, invece, ancora non aveva visto la furia del Bisagno… “incazzato per davvero”!

Premettiamo, però, una cosa…


Iscriviti al CANALE TELEGRAM UFFICIALE: @ilmugugnogenovese!




Dal 2011 al 2021 son passati 10 anni, non solo anagrafici, ma anche di tecnologia e sviluppo. Basti pensare alla rapidità di informazione e di comunicazione di oggi rispetto ad allora. Non c’era facebook/instagram come li conosciamo oggi, popolati da utenti per la maggior parte in grado di fare foto/video live degli eventi. (non c’erano canali, pagine istituzionali e gruppi, ma solo profili privati). Quindi immaginate come sarebbe stato raccontato un evento di tale portata, avvenuto di giorno, alla portata di qualsiasi “finestra”? Probabilmente avremmo tanto di quel materiale oggi che persino le sentenze sarebbero state più severe… Esagerato? Non penso.

Consideriamo, inoltre, che la percezione dell’argomento metereologia-alluvioni-disastri etc era mooolto più “distante” e sottovalutata rispetto a oggi. Se ben ricordo, c’erano le allerte per livello (1 e 2) ma non venivano comunicate in modo esaustivo (veniva emesso il solito bollettino che nessuno si “cagavadistriscio” come si suol dire in quel di Oxford)

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Il Mugugno Genovese (@ilmugugnogenovese)

Va detto che le previsioni quel giorno furono ciccate in malomodo.
Era stata diramata l’allerta con anticipo, ma non di tale gravità.
Era stata annunciata una forte perturbazione, da giorni, ma non di tale intensità.
Nessuno avrebbe immaginato una roba del genere, ma sicuramente – per quelli del settore – che le cose non sarebbero state “facili” nelle ore successive, era più che un sentore comune. Con un territorio martoriato da giorni di pioggia antecedenti che non drenava più, era la logica conseguenza…

La cosa più grave? È stata l’orario. Il picco è avvenuto per le 12 circa quando il temporale ha deciso di fermarsi sul centro cittadino ed autorigenerarsi di continuo. Giusto in tempo per l’imminente uscita delle scuole.
Giusto in tempo per metter giù in poche ore oltre 400mm di pioggia.

Vi lascio al video-storia-riassunto di quel giorno 👇

Quel 4 novembre, il fango ha portato via con se’ 6 anime: Serena Costa, 19 anni, Shpresa Djala, 23 anni e le sue figlie Gioia, 8 anni, e Janissa di un anno, Angela Chiaramonte, 40 anni, Evelina Pietranera 50 anni.

Tutto ciò che successe in seguito, non stiamo qua a parlarne. Ne hanno parlato tribunali, giornali, talk show e… qualcuno, oggi, è ai servizi sociali. Su quello non mi esprimo, anche perché nei tre giorni successivi a spalare abbiamo visto tanto di quel fango e tanti di quei danni che non potremmo mai esser lucidi nell’esprimere un giudizio.

Nel 2021 ci ritroviamo con uno scolmatore nuovo di zecca, un trattamento – leggermente – migliorato del letto dei principali torrenti, un cantiere del bisagno quasi ultimato e qualche importante perturbazione alle spalle (con picchi di pioggia rilevanti) che ha testato tutto l’ambaradan…

Diciamo, senza neanche troppo esagerare, che la pioggia di qualche settimana fa avrebbe potuto creare disagi se avessimo avuto ancora le misure vigenti nel 2011? Secondo me sì.

Questo non fa cantar vittoria, specialmente dopo anni di edilizia forsennata, ma è indubbio che le cose siano migliorate e il territorio risponda un cicinin meglio.

E alua festeggiamo? No, ci sono troppe anime che piangono giustizia e rispetto. Non ci sarà mai nulla di trionfale su questo argomento dopo tutta “l’acqua che è passata sotto questi ponti” zeneixi…

Se vedemmo figgeu…