Genova fa DEPAVING: meno asfalto, più verde.
Finalmente a Genova, storicamente città che quando si tratta di colare cemento non si è mai tirata indietro, entra nel lessico quotidiano una parola nuova: depaving. E già me lo vedo il vegetto che esclama:
Cossu l’è sto belin de deppavin?
E ha ragione pure lui eh… Tradotto in italiano, senza bisogno di fare i fenomeni, vuol dire una cosa semplicissima: togliere asfalto e superfici impermeabili dove non servono più, per restituire spazio al terreno, al verde e a una città meno rovente e meno soffocata.

La novità VERA è che non stiamo parlando del solito annuncio bello da leggere e buono da dimenticare dopo due settimane. Il Comune di Genova ha inserito la depavimentazione nel Piano Urbanistico Comunale e l’ha collegata alla strategia della “Città dei 15 minuti”, presentandola come parte di una visione strutturale contro isole di calore, impermeabilizzazione del suolo e degrado climatico urbano.
Cos’è il depaving, senza supercazzole urbanistiche
Il concetto è questo: dove c’è troppo grigio e troppo suolo sigillato, si toglie il superfluo e si rimettono terra, alberi, superfici drenanti, rain garden e aree verdi capaci di assorbire acqua e abbassare la temperatura. In una città come Genova, dove in estate certe piazze sembrano teglie di farinata incandescente, il tema non è estetico, ma esclusivamente pratico.
Avete presente quella sensazione di salvezza quando fate due passi a piedi nei mesi caldi e appena c’è un albero o un aiuola con un po’ d’ombra sembra di avere un oasi improvvisa di pace? Ecco, il concetto è quello massimizzandolo su larga scala.

Specialmente dagli anni sessanta in poi abbiamo confuso la cementificazione con il decoro, come se una colata ben stesa fosse sinonimo di ordine e modernità. Adesso, almeno sulla carta, si prova a fare il contrario: togliere invece di aggiungere, alleggerire invece di coprire, far respirare il suolo invece di trattarlo come un problema da zittire sotto due dita d’asfalto.
Si ok, ma cosa ha deciso il Comune di Genova?
La Giunta comunale ha approvato una delibera, proposta dall’assessora all’Urbanistica Francesca Coppola, che riconosce suolo e verde come infrastrutture ecosistemiche, ambientali e sociali. Dentro questo progetto rientra anche la depavimentazione, presentata come strumento concreto di rigenerazione urbana e adattamento climatico.
Secondo il Comune, l’obiettivo è ridurre le superfici impermeabili, contrastare le isole di calore e favorire una città più fresca, più permeabile e più vivibile, soprattutto nei quartieri densamente costruiti e nei centri storici. Messa giù in modo meno elegante: finalmente han capito che continuare a stendere cemento ovunque non migliora la città, la incattivisce.

Sgravi e incentivi: qui la faccenda si fa interessante pe noiatri.
La parte più concreta, e quindi anche quella che interessa davvero ai genovesi se c’è da risparmiarmiare è…. per chi possiede immobili, interviene o progetta, il Comune ha previsto uno sconto del 10% sul contributo di costruzione per gli interventi di riqualificazione ambientale che comprendono depavimentazione, rain garden e verde di prossimità. Questa è la notizia che sposta il discorso dalle buone intenzioni al tentativo di orientare davvero le trasformazioni urbane.
La cosa interessante? Chi accederà agli incentivi devrà mantenere le nuove aree verdi per almeno dieci anni. E questa, per una buona volta belin, è una clausola sensata, perché di rendering meravigliosi e inaugurazioni con piantina sofferente ne abbiamo già viste abbastanza. No?
Dove si partirà e quali sono gli interventi già annunciati
In un video di poche ore fa, oggi 28 maggio, la Salis ha espressamente indicato come Cornigliano il quartiere di partenza nonché fra i più martoriati dal cemento e dall’inquinamento nei decennni recenti.
Il Comune ha già indicato alcuni ambiti prioritari, tra cui aree gioco e cortili scolastici, con una comunicazione ufficiale del 22 maggio 2026 dedicata proprio alla depavimentazione di questi spazi. Non è un dettaglio, perché se c’è un posto dove l’asfalto si sente sulla pelle è proprio lì: nei luoghi dove i bambini dovrebbero giocare e invece in certi pomeriggi sembrano messi a cuocere lentamente come fossero un buon tuccu.
Tempistiche: entusiasmi sì, favole no
Parlo poco, riso ræ, ma soprattutto PARLO CIÆO: Al 28 maggio 2026 il quadro normativo e politico c’è, gli indirizzi urbanistici ci sono, gli incentivi sono stati annunciati e alcuni primi interventi sono stati comunicati ufficialmente. Quello che ancora non risulta in modo completo e pubblico è un cronoprogramma dettagliato con elenco definitivo dei quartieri, cantieri, date operative e stato di avanzamento di ogni singolo progetto. O magari son io che non l’ho trovato? Non son giornalista, son solo un cittadino che ama e tiene al posto dov’è nato…
Vi lascio qui alla fine qualche fonte ufficiale interessante.
Fonti ufficiali
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Comune di Genova, comunicato del 1 marzo 2026: Depavimentazione, assessora all’Urbanistica: «Parte integrante della Città dei 15 minuti»
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Comune di Genova, comunicato del 25 marzo 2026: Urbanistica: suolo e verde riconosciuti nel PUC come infrastrutture
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Comune di Genova, comunicato del 22 maggio 2026: Depavimentazione aree gioco e cortili scolastici
Complimenti, ci voleva un genio, però bisognerebbe ricordare ai nostri dipendenti politicanti scalda careghe che il verde bisogna mantenerlo, tagliare l’erba potare gli alberi e soprattutto annaffiare e fare trattamenti antizanzare.
Mi sembra che vogliano copiare il modello Milano del sindaco Sala, ovvero JUNGLA URBANA.
Vorrei dire alla signora sindaco e assessori radical chic di venire a vedere i marciapiedi e le crose della Val Bisagno.
I rain garden chiamiamoli giardino pluviale così i veggetti son contenti.