La presenza della via romana (Aurelia), testimonia come la zona fosse importante collegamento con Rapallo, Recco fino all’antica chiesa della Ruta. La trasformazione, quindi, da borgo di pastori ad uno più “completo” con pescatori e mercanti, è veloce e naturale.
È durante il XII secolo A.C che si ipotizza il trasferimento dell‟insediamento abitativo dal Castellaro alla zona in cui si trova il centro cittadino localizzabile a Priaro e nei pressi dell’attuale porto.

Nel medioevo si inizia a formare la perla di Camogli, come la conosciamo ai giorni d’oggi. Il Castello viene costruito su un imponente scoglio roccioso, poco al largo della primitiva spiaggia. Questo venne collegato alla Chiesa ed il primo nucleo di case, attraverso una passerella sul mare. Del Castel Dragone, si hanno notizie sin dal 1130 e così anche del sistema di difesa in tutto il suo complesso. Sull’isoletta si ha anche notizia di un’ulteriore piccola chiesa per assistere i militari del forte. Essi infatti non potevano abbandonare il forte, nemmeno per raggiungere l’agglomerato di case a poche decine di metri da loro, oltre la passerella!

Camogli Sunset

Ci troviamo dunque davanti ad un Castello sul mare che protegge il suo piccolo borgo alle spalle. Se immaginiamo la conformazione attuale di Camogli e, idealmente, rimuoviamo qualche casa “di troppo”, non è difficile anche oggi farsi un’idea di come si presentasse.

Beh, altro di rilevante, sulla storia Camogliese, non si trova molto. Bisogna volare direttamente fino all’Ottocento.
Nel 1877 Camogli acquisisce il titolo di città, su decreto del Re Vittorio Emanuele II°, ed il suo stemma: un’imbarcazione a 3 vele latine che si dirige tra i flutti verso una torre d’oro che poggia su uno scoglio che sorge dal mare. In alto, al centro, una stella d’oro circondata da raggi d’argento.

Lo stemma, solitamente, rievoca un motivo o qualcosa di caratteristico della città. Camogli, infatti, era denominata la “Città dei mille bianchi velieri” proprio per la quantità di imbarcazioni che “riposavano” di fronte al borgo.

E proprio a conferma del grosso numero di velieri soggiornanti in quel di Camoggi, nel 1852 vi venne fondata, la Mutua Assicurazione Marittima su iniziativa di Niccolò Schiaffino (primo caso al mondo). A cosa serviva? Garantire un risarcimento danni nel caso in cui un veliero affondasse. Semplice, ma molto all’avanguardia per il tempo.
Nel 1856 erano ben 580 le imbarcazioni iscritte al registro navale della città. Un numero davvero spropositato e, molto probabilmente, tra i più elevati d’Europa.



Ai giorni d’oggi

Oggi Camogli è… un luogo di “fuga”, un luogo di mare, un luogo di relax, uno di quei canti che riescono sempre a farti cacciare via i brutti pensieri, regalandoti scorci di tranquillità, accompagnati dal rumore del mare che, quasi in ogni anfratto, è presente in questa bellissima perla della costa ligure.

Non è solo mare! Tante sono le escursioni che si possono fare nei dintorni e nelle frazioni. Possiamo andar fino alla Ruta e da lì fino alla vetta di Portofino. Oppure, più tranquillamente, raggiungere San Rocco e (se ti ghe n’è coæ) dirigerti verso Punta Chiappa. I più “temerari” arrivano fino a San Fruttuoso per una vera e propria “gitarella domenicale”.

Una cosa che accompagna tutte queste “mete” qui elecante? Il panorama. Non esiste angolo, sopra Camoggi, che sia “brutto”. Vi sfido a trovarne uno.

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Ora finisco e vi lascio da legger un ultimo traguardo Camogliese, raggiunto proprio nel 2017: Le spiagge più pulite, Liguria in cima alla classifica e bandiera blu per Camogli!

Se vedemmo zueni


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